{"id":107260,"date":"2022-03-04T19:06:23","date_gmt":"2022-03-04T18:06:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=107260"},"modified":"2022-03-04T19:06:23","modified_gmt":"2022-03-04T18:06:23","slug":"pasta-patrimonio-democratico-dellumanita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=107260","title":{"rendered":"Pasta, patrimonio democratico dell\u2019umanit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Forse il prodotto per eccellenza pi\u00f9 democratico che esista. Per lo meno in Italia. La pasta ha sempre sfamato il popolo in tempi di guerra (maledetti tempi di guerra\u2026) ed \u00e8 da sempre presente sulle nostre tavole dalla notte dei tempi, a prescindere dall\u2019estrazione sociale e dalla regione di appartenenza. In Italia \u00e8 una delle basi quotidiane della nostra alimentazione ed \u00e8 allo stesso tempo base per grandi piatti di grandi Chef. La pasta si colora in maniera diversa ogni giorno in ogni piatto di ogni citt\u00e0 seguendo la tradizione di ogni regione o il tocco di ogni massaia o grande Cuoco. E\u2019 alla base di quasi tutte le tradizioni regionali italiane e la sua versatilit\u00e0 e molteplicit\u00e0 di presentazione a tavola forse non ha eguali in Italia: la troviamo un giorno condita con del pomodoro semplice e basilico (evergreen intramontabile), l\u2019indomani affiancata da un sugo di carne per poi ritrovarcela servita con crostacei, con verdure, con i legumi\u2026. la lista sarebbe davvero infinita, cos\u00ec come le grandi creazioni culinarie che intorno ad essa sono nate. Alimento tipico della cucina italiana, dunque, la pasta, grazie ai suoi vari formati si presta a essere condita in mille modi diversi, dalle ricette pi\u00f9 semplici e quelle pi\u00f9 elaborate fino alle pietanze gourmet. Ma quando e dove nasce la pasta, cio\u00e8 qual \u00e8 la storia della pasta? La storia della pasta ha le sue origini in et\u00e0 antica, ben prima degli spaghetti cinesi che Marco Polo, ritornato dall\u2019Oriente nel 1295, aveva avuto modo di conoscere. Gi\u00e0 etruschi e romani, a quanto risulta da rilevi archeologici, preparavano e mangiavano la lagana, l\u2019antenata della moderna lasagna, composta da sfoglie di pasta imbottita di carne cotte nel forno. In una tomba etrusca a Cerveteri sono stati rinvenuti spianatoia, mattarello, coltello, un sacchetto per spolverare la farina e persino una rotella che presumibilmente serviva a fare i bordi ondulati! Incredibile se ci pensate\u2026..Ma la storia della pasta secca come la conosciamo oggi, \u00e8 legata alla dominazione araba della Sicilia secondo diversi storici. Era il 1154, quando il geografo arabo Edrisi menzionava \u201cun cibo di farina in forma di fili\u201d, la \u201ctriyah\u201d preparata a Trabia (l\u2019attuale Palermo). Dalla Sicilia, la pasta cos\u00ec preparata veniva poi esportata nel continente. Sempre secondo il geografo arabo gi\u00e0 a met\u00e0 del 1100 in Sicilia e in particolare nella zona di Trabia si produceva cos\u00ec \u201ctanta pasta\u201d che se ne esportava \u201cin tutte le parti, in Calabria e in altri Paesi musulmani e cristiani e se ne spediscono moltissimi carichi di navi\u201d. Nei ricettari arabi del 9\u00b0 secolo si parla gi\u00e0 di pasta, con manifatture proprie della cultura mora per la sua produzione: la pasta secca era adatta a conservarsi a lungo anche attraversando i lunghi viaggi nel deserto. Andando avanti con gli anni, la pasta secca diventer\u00e0 \u201cprerogativa\u201d produttiva delle regioni dell\u2019Italia del Sud e della Liguria: il clima secco e ventilato di queste terre era l\u2019ideale per l\u2019essiccazione all\u2019aria aperta. La pasta per\u00f2 diventer\u00e0 cibo di massa solo nel XVII secolo e per necessit\u00e0: la gravissima carestia scoppiata nel Regno di Napoli, mal amministrato dagli spagnoli, unita al sovraffollamento demografico, portarono i partenopei alla fame tanto che non si poteva comprare pi\u00f9 n\u00e9 la carne, n\u00e9 tantomeno il pane. Cos\u00ec la popolazione cominci\u00f2 a sfamarsi con la pasta che intanto era diventata pi\u00f9 economica grazie all\u2019invenzione di nuovi strumenti che ne resero pi\u00f9 facile e veloce la produzione: la gramola e il torchio. Al di l\u00e0 degli interessanti cenni storici legati alla nascita e sviluppo di questo prodotto che forse insieme alla pizza rappresenta nell\u2019immaginario dello straniero l\u2019Italia stessa, la pasta, cos\u00ec come il Vino, impersonifica anche la socialit\u00e0, la convivialit\u00e0 e perch\u00e9 no, l\u2019italianit\u00e0: quante volte alla fine di una serata con gli amici e nonostante nelle ore precedenti si sia mangiato e bevuto e gran sufficienza, scatta l\u2019immancabile domanda \u201cci facciamo due spaghetti aglio, olio e peperoncino??\u201d. Questo rituale non si svolge tanto per sfamarsi dunque, ma fa parte di un concept pi\u00f9 allargato che vede la pasta come un trait d\u2019union tra le persone ed il piatto di spaghetti a mezzanotte, il suggello di una convivialit\u00e0 e spensieratezza che tutti noi cerchiamo come svago dagli impegni della vita. Ma essa \u00e8 in grado di essere anche tanto di pi\u00f9, di andare a toccare spesso anche le corde del conforto e del relax. Un esempio su tutti? Il 2020 sar\u00e0 ricordato come l&#8217;anno del Coronavirus. Chiusi in casa, limitati e<\/p>\n<p>angosciati dalla situazione in divenire piena di punti interrogativi, gli abitanti del pianeta hanno trovato conforto in un piatto di pasta. Uno studio internazionale rivela che 1 persona su 4 ne ha aumentato il consumo durante i mesi di lockdown, scegliendola come \u201cpiatto del cuore\u201d, buono, sano, pratico e sostenibile, proprio nel momento pi\u00f9 difficile. Uno studio nato proprio in questo periodo, ci d\u00e0 la dimensione del fenomeno: secondo alcune ricerche di agenzie italiane, anche nelle diete proteiche come quelle anglosassoni, la pasta ha conquistato un posto importante e ormai dall\u2019inizio della pandemia, la consumano ad esempio 9 americani su 10. Solo in Italia se ne consumano 23,1 kg pro capite. Interessante \u00e8 anche l\u2019accenno al &#8220;derby&#8221; dei formati pi\u00f9 amati sul pianeta: se gli italiani preferiscono la pasta corta e rigata, gli inglesi e gli americani scelgono la lunga, mentre i tedeschi sono dei patiti di pasta fresca (ripiena e non) ed i francesi la amano corta e liscia. Su una cosa per\u00f2 non si discute: la qualit\u00e0. Infatti, la pasta made in Italy \u00e8 la prima scelta in tutto il mondo. Non a caso, \u00e8 italiano un piatto di pasta su 4 al mondo, 3 su 4 in Europa. Tutti la amano dunque ed anche i pi\u00f9 attenti alla dieta (come per tutte le cose non bisogna ovviamente abusarne\u2026) non rinunciano mai ad un piatto caldo di pasta con il condimento preferito. Convivialit\u00e0, dunque, ma anche piacere e conforto, la pasta \u00e8 quell\u2019elemento che trasversalmente attraversa ogni continente ed ogni paese del mondo perch\u00e9 essa \u00e8 italiana si, ma \u00e8 anche un patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 che con la sua fruibilit\u00e0 democratica unisce in un certo senso i palati di tutto il mondo! Viva la pasta, dunque, in tutte le sue salse!!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse il prodotto per eccellenza pi\u00f9 democratico che esista. Per lo meno in Italia. La pasta ha sempre sfamato il popolo in tempi di guerra (maledetti tempi di guerra\u2026) ed \u00e8 da sempre presente sulle nostre tavole dalla notte dei tempi, a prescindere dall\u2019estrazione sociale e dalla regione di appartenenza. 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