{"id":109836,"date":"2022-04-23T18:49:45","date_gmt":"2022-04-23T16:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=109836"},"modified":"2022-04-23T18:49:45","modified_gmt":"2022-04-23T16:49:45","slug":"la-cravatta-italiana-lo-stile-regala-personalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=109836","title":{"rendered":"La cravatta italiana, quando lo stile regala personalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Un elemento che caratterizza l\u2019uomo ed \u00e8 in grado di donargli stile ed eleganza. Un ornamento che pu\u00f2 vivere in armonia con il vestiario o spezzare, per dare carattere a chi lo indossa. In ogni caso, ancora una volta, una creazione che gli italiani hanno saputo trasformare in un\u2019Eccellenza. Accessorio di abbigliamento maschile, simbolo di eleganza per eccellenza, la cravatta, \u00e8 un capo che non pu\u00f2 mancare nel guardaroba di ogni uomo. Questa esigenza di avvolgersi della stoffa intorno al collo \u00e8 da ricercare fin dalle origini dell\u2019antichit\u00e0. Gi\u00e0 gli antichi egizi, ad esempio, usavano legare un lembo di stoffa attorno al collo dei propri cari defunti tramite il nodo di Iside, in segno di protezione. Ma, prima di scoprire curiosit\u00e0 e tipi di nodi, facciamo un viaggio nella storia di questo affascinante accessorio. L\u2019origine della cravatta risale al II secolo d.C., ed \u00e8 da attribuire ai legionari romani stanziati nelle regioni del Nord Europa che, per motivi igienici e climatici, indossavano una striscia di stoffa detta \u201cfocale\u201d, legata attorno al collo con un nodo. A vantaggio di questa tesi, troviamo una raffigurazione sulla Colonna Traiana del 113 d.C., eretta per celebrare le vittorie di Traiano sui Daci fra il 101 e il 106 d.C.In seguito, la cravatta appare in Francia, esattamente dopo la Guerra dei Trent\u2019anni (1618-1648), durante la quale viene sfoggiata dai mercenari croati in tessuto di lino bianco o rosso. La kravatska (dallo slavo krvat, ovvero \u201ccroato\u201d) costituiva parte della divisa croata e possedeva valenza romantica, in quanto testimonianza del legale affettivo verso fidanzati, mogli o amanti dei soldati che partivano per la guerra.Proprio grazie al grande successo bellico dell\u2019armata croata, verso la prima met\u00e0 del XVII secolo, la cravatta diviene simbolo di cultura ed eleganza anche nella borghesia europea, soprattutto nelle pi\u00f9 alte cariche di potere, come re e cortigiani.Nel 1661, il \u201cre Sole\u201d Luigi XIV, istituisce la mansione di \u201ccravattaio del re\u201d per contraddistinguere colui che, grazie al proprio garbo, aiutava ad abbellire ed annodare la cravatta al sovrano.Un altro nome da ricordare \u00e8 sicuramente quello della duchessa di La Valli\u00e8re, prima donna ad indossare questo accessorio, rapita dalla sua bellezza.Comunque, i veri precursori della cravatta intesa come ornamento attribuito ad un certo rango sociale sono, senza alcun dubbio, i fazzoletti da collo apparsi intorno al 1650. Un esempio a supporto di questo fatto \u00e8 il re inglese Carlo II Stuart. Egli, infatti, indossava una cravatta da 20 e pi\u00f9 sterline gi\u00e0 nel 1660, pari a 10 anni di rendita annua di \u201cbuon livello\u201d corrispondente a 2 sterline.Si pensa che il prototipo della cravatta attuale risalga al 1700 e che sia di origine americana; pi\u00f9 precisamente, che avesse le sembianze di una bandana annodata a fiocco. \u00c8 stata resa celebre, pensate, da un pugile, tale James Belcher. Successivamente, all\u2019inizio del XIX secolo, Lord George Bryan Brummel, grande stilista, adotta un look molto personale abbinando frac blu, panciotto, pantaloni beige, stivali neri e \u201cfazzoletto da collo\u201d bianco. Lord Brummel possedeva una vasta collezione di fazzoletti da collo candidi ed inamidati ed era talmente attento al proprio look da sostituire il fazzoletto indossato qualora presentasse delle minime grinze. Nel 1880 nasce la prima cravatta da club con un evento singolare: i membri dell\u2019Exeter College di Oxford decidono di togliere i nastri dai propri cappelli per annodarseli attorno al collo. Il 25 giugno dello stesso anno, i membri stessi commissionano ad un sarto il confezionamento dei nastri con i colori del club, segnando l\u2019inizio di una moda che da l\u00ec a breve si estende a buona parte dei club e dei college inglesi. Nel 1924, lo statunitense Jesse Langsdorf mette a punto la giusta soluzione, tagliando il tessuto ad un angolo di 45 gradi rispetto al drittofilo ed utilizzando tre strisce di seta da cucire in seguito. Dopo averla brevettata, conquista subito il successo in tutto il mondo fino ai giorni nostri. Approfondendo le sue caratteristiche, scopriamo come la lunghezza della cravatta standard si aggiri attorno ai 150 cm, anche se non \u00e8 raro trovarla lunga 165 cm (misura XL).Il perch\u00e9 di questa lunghezza \u00e8 da ricercare in due fattori principali: l\u2019altezza di colui che la indossa ed il tipo di nodo adottato. La prima incide molto sulla lunghezza della cravatta, in quanto, una volta indossata ed annodata, per vestire al meglio, deve arrivare all\u2019altezza dei pantaloni. La seconda invece influisce in misura maggiore, semplicemente perch\u00e9 pi\u00f9 il nodo sar\u00e0 elaborato e pi\u00f9 impegner\u00e0 pi\u00f9 tessuto, rendendola pi\u00f9 corta. \u00c8 importante ricordare che una cravatta, per vestire perfettamente, deve nascondere la striscia verticale di bottoni della camicia. Al fine di fissare la cravatta alla camicia ed evitare quindi l\u2019antiestetico dondolio da una parte all\u2019altra della giacca, si pu\u00f2 ricorrere all\u2019utilizzo di un accessorio molto carino e in voga denominato fermacravatta. Una particolare curiosit\u00e0 riguarda il mondo della letteratura: Oscar Wilde scrive nella sua opera \u201cL\u2019importanza di chiamarsi Ernesto\u201d la frase storica e densa di significato: \u00abUna cravatta bene annodata \u00e8 il primo passo serio nella vita\u00bb. Insomma, la cravatta non rappresenta solo un vezzo estetico ma esprime una valenza culturale ed educativa di un individuo.<\/p>\n<p>Insomma, la cravatta \u00e8 un capo di importanza storica, in grado di far trasparire gusto e personalit\u00e0 di chi la indossa oltrech\u00e9 importanza nelle relazioni sociali in campo lavorativo. Ma la vera valenza della cravatta rappresenta in realt\u00e0 molto di pi\u00f9: un simbolo di eleganza e personalit\u00e0 che attraverso lo stile e lo sconfinato \u201cportafoglio\u201d di colori e tessuti con i quali viene realizzata, manifesta il carattere di un uomo e la sua volont\u00e0 di apparire attraverso la propria individualit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un elemento che caratterizza l\u2019uomo ed \u00e8 in grado di donargli stile ed eleganza. Un ornamento che pu\u00f2 vivere in armonia con il vestiario o spezzare, per dare carattere a chi lo indossa. In ogni caso, ancora una volta, una creazione che gli italiani hanno saputo trasformare in un\u2019Eccellenza. 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