{"id":111582,"date":"2022-05-29T22:27:49","date_gmt":"2022-05-29T20:27:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=111582"},"modified":"2022-05-29T22:27:49","modified_gmt":"2022-05-29T20:27:49","slug":"arte-pasticcera-italiana-oro-dolce-del-belpaese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=111582","title":{"rendered":"Arte pasticcera italiana, oro dolce del Belpaese"},"content":{"rendered":"<p>Una vera e propria tecnica realizzativa che spesso arriva a presentarsi sulle nostre tavole sotto vera e propria forma d\u2019arte. Risalire alle origini della pasticceria italiana significa ripercorrere una pi\u00f9 generica \u201cstoria della pasticceria\u201d, che unisce tra loro pi\u00f9 paesi, dell\u2019Europa e del Mondo. In Italia abbiamo una ricca produzione artigianale di pasticceria, che si \u00e8 sviluppata nel tempo dalla tradizione popolare delle varie regioni, partendo da pani lievitati ed anche da dolci al cucchiaio, gi\u00e0 diffusi nell\u2019antica Roma. Poche le fonti scritte riguardo i prodotti di pasticceria fino all\u2019anno Mille. Sappiamo per\u00f2 di preparazioni dolci (per lo pi\u00f9 pani lievitati speziati, addolciti con frutta e miele, che avevano il pregio di conservarsi a lungo) che gi\u00e0 in epoche pi\u00f9 antiche venivano destinate per lo pi\u00f9 a celebrazioni religiose e per offerte votive agli Dei. Ritrovamenti riguardanti l\u2019Antico Egitto, sembrano dimostrare l\u2019esistenza di dolci dalle forme svariate, spesso destinati alle divinit\u00e0, cos\u00ec come pare che furono proprio gli Egiziani a comprendere come mettere in atto quella magica operazione che \u00e8 la lievitazione. Le fonti storiche, in ogni caso, sono davvero poche per dare certezze, e quasi fino all\u2019anno Mille, appunto, ci si muove sul filo delle ipotesi. Dolci di vario tipo, legati e addolciti dal miele, e arricchiti da frutta secca, vino, formaggi morbidi, caratterizzavano le tavole di Greci e Romani, e talvolta i loro poeti ne fanno cenno. I vari ingredienti venivano messi insieme in combinazioni che forse oggi ci farebbero storcere il naso: presso i Romani poteva capitare di consumare queste preparazioni ad inizio, met\u00e0 e fine banchetto, sequenza a noi incomprensibile. In epoca romana, inoltre, venivano preparati datteri ripieni di noci come quelli che ancora vengono preparati soprattutto nel sud d\u2019Italia ed una specie di budino realizzato con uova, latte, miele, noci e varie spezie. \u00c8 solo dal 1200, per\u00f2, che abbiamo notizie pi\u00f9 dettagliate legate ai primi ricettari dei monasteri e ai lauti banchetti fatti preparare dai signori in occasioni speciali, che si aprivano con portate dolci per poi proseguire con portate salate, che andarono via via arricchendosi con le spezie che arrivavano dai mercati arabi. In epoca medievale poi, quando il Cristianesimo fu esasperato e ridotto a restrizioni, digiuni e penitenze la facevano da padroni. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-111583 alignleft\" src=\"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/mmmmmmmmmmmmmm-300x277.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"277\" \/>Paradossalmente, le preparazioni dolci si facevano solo nei conventi, ma i loro nomi erano gi\u00e0 un\u2019espiazione: nomi come sospiri, o supplicazioni. Molti di questi, con varie modifiche, sono arrivati fino a oggi. Sempre legate all\u2019ambiente monastico, dal 1200, le prime fonti scritte, che talvolta rappresentano delle vere e proprie ricette. Fondamentali, nel periodo medievale, i contatti con gli Arabi che introdussero anche le spezie. Di origini medioevali e tardo medioevali, sono anche alcuni dei dolci che oggi restano nella nostra tradizione e che sembrano derivare dalla cucina orientale, quali ad esempio il panpepato, tipico della zona di Terni e di Ferrara, il buccellato, legato alle tradizioni religiose della citt\u00e0 di Lucca, e il pan di ramerino, tradizionale della Pasqua, con uva sultanina e rosmarino. Inoltre marzapane, cialde, confetti, mostaccioli, torroni, crostate, molti dolci fritti, quali i bign\u00e8 di carnevale e le offelle, nonch\u00e9 il gelato, arricchito in Sicilia dell\u2019aroma degli agrumi, e i canditi, che troveranno poi un posto d\u2019onore in dolci quali il panettone, la cassata siciliana e il panforte di Siena. Il periodo di maggiore evoluzione per la pasticceria come oggi la conosciamo \u00e8 legato tuttavia alla disponibilit\u00e0 di zucchero, che inizi\u00f2 ad essere importato dalle Americhe a partire dal Cinquecento e successivamente integrato con la diffusione della coltura della barbabietola da zucchero anche nelle nostre zone. Altro ingrediente base dell\u2019odierna pasticceria, anch\u2019esso importato a seguito della conquista delle nuove terre, \u00e8 il cacao. Il signor Cristoforo Colombo, infatti, apre le porte a un mondo sconosciuto e a meraviglie che non si diffondono subito ma che sono destinate a cambiare la storia dei dolci: il cacao, seme prezioso che avrebbe fatto la felicit\u00e0 di intere generazioni future, e la barbabietola da zucchero, grande amica di tutte le interrogazioni di geografia del \u2018900. La fine del \u2018600 vede le prime torte farcite, molto simili alle nostre. \u00c8 da questo momento in poi che la pasticceria italiana si sviluppa con torte soffici quali la pate g\u00e9noise, progenitrice del pan di Spagna, che verranno farcite con creme e cioccolato, oltre che paste frolle e paste sfoglie, con cui oggi sono realizzate la maggior parte delle migliori proposte della nostra pasticceria. Tra il 500 ed il 600 poi, sulle tavole dei nobili rinascimentali, la produzione di dolciumi si moltiplica. Le ricette cominciano a somigliare a quelle di oggi \u2013 ad esempio, alla corte di Ludovico il Moro pare sia stato inventato il panettone \u2013 e nascono ricettari specifici, dedicati proprio alla pasticceria. A partire poi dal 700, lo zucchero estratto dalla barbabietola si diffonde nella classe borghese. Di l\u00ec a poco la rivoluzione industriale ne favorisce la diffusione di massa. \u00c8 la svolta. \u00c8 la rivoluzione del mondo del dolce. Nasce la moderna concezione di pasticceria. Arte raffinata, golosissima e alla portata di tutti. Ramo fondamentale della gastronomia. L\u2019Italia, in quest\u2019ambito, vanta un\u2019innumerevole crescita delle scuole di pasticceria e di specialit\u00e0 dolci. Tra le ricette classiche che hanno reso la nostra pasticceria conosciuta in tutto il mondo, oltre al panettone, che \u00e8 stato insignito nel 2016 del titolo di ambasciatore dell\u2019alta pasticceria artigianale italiana nel mondo, sicuramente ci sono i bab\u00e0 al rum, tipici di Napoli, cos\u00ec come le sfogliatelle e la ricca pastiera. Tra le lavorazioni pi\u00f9 classiche, invece, la cassata e i cannoli siciliani ed anche, bench\u00e9 di origini pi\u00f9 recenti ma di fama ormai internazionale, i baci di dama, chiamati cos\u00ec perch\u00e9 i due biscotti uniti dal cioccolato ricordano due labbra che si baciano. Anche se l\u2019origine ci viene contestata dai francesi, altra prelibatezza della scuola di pasticceria italiana sono i marron glac\u00e9, tipici della zona di Cuneo, cos\u00ec come il tiramis\u00f9, che vede i suoi natali contesi tra Friuli e il Veneto. Arte pasticcera nostrana, un\u2019altra pepita d\u2019oro incastonata tra le eccellenze non solo italiane questa volta, ma senza dubbio anche tra quelle mondiali, a testimonianza della grande e riconosciuta arte e creativit\u00e0 dei nostri pasticceri che ogni giorno ci regalano un dolce nutrimento per il nostro spirito. Anche qui facciamo scuola!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una vera e propria tecnica realizzativa che spesso arriva a presentarsi sulle nostre tavole sotto vera e propria forma d\u2019arte. Risalire alle origini della pasticceria italiana significa ripercorrere una pi\u00f9 generica \u201cstoria della pasticceria\u201d, che unisce tra loro pi\u00f9 paesi, dell\u2019Europa e del Mondo. 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