{"id":113656,"date":"2022-07-13T16:15:07","date_gmt":"2022-07-13T14:15:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=113656"},"modified":"2022-07-13T16:15:07","modified_gmt":"2022-07-13T14:15:07","slug":"spritz-italia-nel-bicchiere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=113656","title":{"rendered":"Spritz, Italia nel bicchiere"},"content":{"rendered":"<p>A volte ci si pu\u00f2 sentire a casa ovunque ci troviamo grazie all\u2019escalation che determinate creazioni italiane hanno avuto nel mondo. Pasta si, pizza certamente e potremmo continuare all\u2019infinito, ma non rimaniamo sorpresi se anche nel mondo della mixology ci si accorga di come l\u2019Italia abbia lasciato il suo segno: in quest\u2019ambito, quello che \u00e8 diventato un vero e proprio cult prima nazionale e poi internazionale, \u00e8 l\u2019amatissimo Spritz. Sostanzialmente \u00e8 un aperitivo alcolico molto popolare nel Triveneto, a base di vino Prosecco con aggiunta di un liquore, come Aperol, Campari o Select che gli conferisce un colore rosso\/arancio e una spruzzata di acqua frizzante o seltz. Spritz \u00e8 il nome \u201cscientifico\u201d, ma viene comunemente denominato Spriss o Spriz o, spesso, Sprisseto che deriverebbe dal verbo tedesco \u201cspritzen\u201d, spruzzare, che richiamerebbe quindi il gesto di aggiungere l\u2019acqua al vino; secondo altri il nome della bevanda sarebbe, invece, legato a quello di un vino austriaco tipico della regione del Wachau. Per molti, infatti, lo Spritz nacque durante il periodo della dominazione Asburgica in Veneto nell\u2019 800. I soldati, ma anche i vari commercianti, diplomatici e lavoratori dell\u2019impero Asburgico d\u2019istanza in Veneto, abituatisi ben presto all\u2019uso locale di bere vino in osteria, non si trovavano per\u00f2 a loro agio con la grande variet\u00e0 di vini veneti, dalla gradazione troppo elevata rispetto al tenore alcolico cui erano avvezzi. Da qui la richiesta agli osti locali di spruzzare un po\u2019 d\u2019acqua all\u2019interno dei vini (spritzen, in tedesco) per renderli pi\u00f9 leggeri. Lo Spritz originale, infatti, era rigorosamente composto di vino bianco frizzante, o da vino rosso, diluiti con acqua fresca. Tra l\u2019altro, nelle chiacchiere dei nostri nonni, sicuramente si pu\u00f2 ricordare come al bancone di un bar chiedevano uno Spritz quando volevano vino ed acqua, od uno Spritz macchiato se volevano una piccola correzione di Bitter. Se l\u2019origine della parola Spritz \u00e8 di origine Austriaca, l\u2019abitudine di mescolare al vino un po\u2019 d\u2019acqua per renderla una bevanda leggera ed estiva \u00e8 un\u2019usanza tipicamente veneta gi\u00e0 da molto prima dell\u2019arrivo degli austriaci in Veneto. Chi fa risalire quest\u2019usanza al medioevo, chi all\u2019epoca romana, chi addirittura la fa iniziare con la nascita del vino nelle popolazioni paleovenete. Una prima evoluzione dello Spritz arriv\u00f2 nei primi anni del 1900, quando iniziarono a diffondersi i sifoni per l\u2019Acqua di Seltz. Il seltz, per definizione, \u00e8 un\u2019acqua molto gassata che si accompagna molto bene nella preparazione di cocktail. A differenza dell\u2019acqua minerale gassata, nella quale le bollicine vengono aggiunte all\u2019imbottigliamento, l\u2019acqua di Seltz viene addizionata tramite una piccola bomboletta di gas collegata alla bottiglia. Grazie all\u2019acqua di Seltz, che arrivava dalla citt\u00e0 di Selters, una localit\u00e0 tedesca da cui proviene un\u2019acqua minerale ricca di anidride carbonica, era possibile rendere frizzante anche uno Spritz composto da vini fermi e tranquilli. Questa evoluzione apr\u00ec lo Spritz a nuove tipologie di clientela, come ad esempio le nobildonne austriache, che ora potevano permettersi una bevanda leggera come grado alcolico, ma con un tocco di glamour per la tipologia di preparazione. E forse fu questo l\u2019inizio di un\u2019evoluzione creativa che ha portato lo Spritz alle ricette di oggi: dettate dalla grande variet\u00e0 di versioni esistenti, tutte simili ma mai nessuna uguale, e legata strettamente al territorio ed ai suoi ingredienti e legami con il passato. Con il passare degli anni l\u2019aperitivo \u00e8 \u201ccresciuto\u201d con l\u2019infinita variet\u00e0 di possibili aggiunte come, ad esempio, i liquori pi\u00f9 o meno forti: Aperol, Bitter, Select (quasi esclusivamente, quest\u2019ultimo, nella citt\u00e0 di Venezia) o un amaro di colore nero come la China Martini e il Cynar e una buccia di limone, a seconda dei gusti, immersa o semplicemente strizzata nel bicchiere. La sua ricetta \u00e8 avvolta da un\u2019aura di mistero, o forse, pi\u00f9 semplicemente, non \u00e8 mai esistita! Non esiste una composizione univoca per lo Spritz, ma varianti cittadine a loro volta interpretate liberamente dai baristi, ognuno con una propria preparazione particolare. La gradazione alcolica \u00e8 quindi variabile, ma si pu\u00f2 valutare mediamente sugli 8\u00b0. Un comune denominatore tra le varianti esistenti \u00e8 comunque la presenza di Prosecco e acqua gassata o seltz, che quantitativamente devono essere almeno al 40% e al 30%; il restante 30% viene completato dalle pi\u00f9 svariate tipologie di bevande alcoliche, a volte anche mischiate, con la regola non scritta di preservare una colorazione rossa del cocktail. A concludere l\u2019opera, una fetta di limone, d\u2019arancia o un\u2019oliva e qualche cubetto di ghiaccio. In quest\u2019ambito, una storia molto interessante da raccontare riguarda l\u2019Arsenale di Venezia. Di come la Serenissima avesse particolare cura dei suoi operai navali, gli arsenalotti, \u00e8 cosa ben nota: a loro era riservato un trattamento economico di favore, garanzie di sostentamento in caso di malattia, erano nominati guardiani nelle sedute del Maggior Consiglio all\u2019interno della Loggetta progettata per loro da Sansovino ed erano i vogatori del Bucintoro nelle manifestazioni ufficiali del Doge. A loro inoltre era riservato un trattamento speciale quotidiano che oggi possiamo definire \u201cmerenda\u201d: a met\u00e0 pomeriggio, infatti, per tutte le maestranze e gli operai dell\u2019Arsenale, vi era una piccola pausa in cui venivano serviti pane e vino rosso per ritemprare gli operai dalle fatiche del lavoro, mentre con la calura dei mesi estivi il tutto era sostituito da gallette e una bevanda a base di vino allungata con un po\u2019 d\u2019acqua fresca di pozzo: si pu\u00f2 definire una sorta di Spritz, servito per\u00f2 500 anni prima dell\u2019avvento degli austriaci nel nostro territorio e quindi orgogliosamente patrimonio italiano! Non solo Vino dunque, ma anche un\u2019altra Italia servita nel bicchiere attraverso le sue magiche sfumature di rosso\u2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte ci si pu\u00f2 sentire a casa ovunque ci troviamo grazie all\u2019escalation che determinate creazioni italiane hanno avuto nel mondo. 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