{"id":117144,"date":"2022-10-24T15:26:14","date_gmt":"2022-10-24T13:26:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=117144"},"modified":"2022-10-24T15:26:14","modified_gmt":"2022-10-24T13:26:14","slug":"vulcano-italia-vini-esplosivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=117144","title":{"rendered":"Vulcano Italia, vini esplosivi!"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono vini e vini, cos\u00ec come territori e territori in grado di donare caratteristiche veramente uniche al nettare di Bacco che, mai come in questo caso, sono in grado di far emergere l\u2019importanza di un terroir nella formazione della personalit\u00e0 di un vino. Una delle categorie enoiche che in questi ultimi anni sta emergendo con maggior successo \u00e8 quella dei vini vulcanici. I numerosi vulcani che punteggiano la nostra penisola, alcuni antichissimi ed altri meno, hanno dato origine con le loro eruzioni a terreni che con il tempo si sono rivelati adatti alla viticoltura. Che siano ancora attivi oppure oramai spenti, la geografia dei vulcani in Italia copre l\u2019intero stivale, isole comprese; Etna e Vesuvio non sono gli unici, anzi, sono in buona compagnia. Si va dal Piemonte orientale al Veneto, la Toscana, il Lazio, la Campania, la Basilicata, e poi Sardegna ed ovviamente Sicilia, comprendente l\u2019arcipelago delle Eolie e Pantelleria. \u00c8 davvero esteso dunque il territorio occupato da quelli che sono, o che sono stati, dei vulcani. Quelli nel settentrione d\u2019Italia, per esempio, sono stati perlopi\u00f9 vulcani attivi milioni di anni fa quando la Pianura Padana ancora non esisteva, al suo posto c\u2019era il mare e molte di queste formazioni erano sottomarine. La bassa Toscana e l\u2019alto Lazio ospitano vulcani anch\u2019essi inattivi, il cui cratere ospita oggi vari laghi, come il lago di Bolsena o il lago di Bracciano, entrambi nel Lazio. Il sud Italia invece \u00e8 l\u2019area del Paese in cui l\u2019attivit\u00e0 vulcanica \u00e8 ancora presente, vedi Vesuvio, Etna, Stromboli e Vulcano, ma \u00e8 anche terra di vulcani oramai spenti, come il Vulture in Basilicata o il Monte Arci in Sardegna. Come spesso \u00e8 successo nella storia, l\u2019essere umano ha saputo adattare le proprie tecniche agricole ad un terreno ostile, in questo caso formato da detriti vulcanici quali cenere, lapilli, lava, a cui si sovrappone uno strato di terreno fertile il cui spessore \u00e8 molto variabile. Nel corso dei secoli la viticoltura non si \u00e8 mai fermata, neanche in questi territori che spesso presentavano criticit\u00e0 legate, oltre al terreno, ad una morfologia caratterizzata da aspri pendii. L\u2019impronta dell\u2019uomo qui \u00e8 ben visibile, ed i vigneti posti in luoghi impervi sono la testimonianza di una caparbiet\u00e0 tipica di un popolo che ha saputo e dovuto fare di necessit\u00e0 virt\u00f9. \u00c8 proprio grazie a questi tenaci viticoltori se oggi possiamo gustare vini che provengono da queste zone. I vini vulcanici italiani possiamo dire rappresentino una categoria a s\u00e9, proprio perch\u00e9 differenti dalla viticoltura \u201ctradizionale\u201d sotto molti aspetti. L\u2019ambiente pedologico \u00e8 costituito da terreni neri magmatici, frutto del costante lavoro che nel corso delle ere ha rimestato gli strati della terra riportando in superficie materiali preziosi. Qui le sostanze minerali presenti vengono assorbite dalla vite attraverso le radici, e conferiscono al vino le tipiche caratteristiche dei vini vulcanici, quali acidit\u00e0, complessit\u00e0 aromatica e capacit\u00e0 evolutiva anche nei vini bianchi. Vi \u00e8 da sottolineare, inoltre, che il terreno di natura vulcanica impedisce il prosperare della temuta fillossera, incapace di trovarvi il suo habitat ideale e neppure di adattarvisi. Troviamo quindi viti \u201ca piede franco\u201d, ovvero non innestate su una radice americana, capaci di evolversi e raggiungere et\u00e0 ragguardevoli e rimanendo produttive, una cosa impensabile per piante innestate. In un ipotetico viaggio attraverso le Denominazioni Vulcaniche d\u2019Italia, ci troveremmo dinanzi ad un panorama che pi\u00f9 vario non potremmo immaginare, caratterizzato da vitigni, tecniche e vinificazioni proprie del territorio a cui appartengono, diversissime tra loro e legate a tradizioni centenarie. Non \u00e8 raro infatti trovare forme di allevamento della vite tipiche di una determinata zona, studiate appositamente per dare la possibilit\u00e0 alla pianta di crescere e di dare un buon frutto in relazione alle peculiarit\u00e0 del territorio in cui si trova. L\u2019esempio forse pi\u00f9 clamoroso \u00e8 l\u2019Alberello Pantesco di Pantelleria, addirittura nominato Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 dall\u2019UNESCO, proprio per la sua unicit\u00e0 e la necessit\u00e0 di preservare questo antico sistema di coltivazione; ma c\u2019\u00e8 anche la Pergola Veronese, tipica del Soave, in cui la superficie vegetativa \u00e8 disposta su un tetto inclinato leggermente verso l\u2019alto di 20-30 gradi rispetto al palo verticale ad un\u2019altezza di 1,5-2 metri dal suolo. Tante la Regioni e tanti i territori coinvolti in questo viaggio alla scoperta dei vini vulcanici italiani: per ognuna delle aree e delle denominazioni citate vi \u00e8 una storia lunghissima, che parte da molte generazioni fa e che parla di un lavoro intenso e lungo, per riuscire a coltivare in zone cos\u00ec complicate. Proprio per questi motivi, nel<\/p>\n<p>2012, il Consorzio Tutela del Soave ha creato l\u2019associazione \u201cVolcanic Wines\u201d, a cui hanno aderito i vari consorzi di tutela dei vini nati da territorio vulcanico sparsi per lo Stivale. Volcanic Wines \u00e8 nata dall\u2019esigenza di dare un\u2019identit\u00e0 distinta a questo particolare mondo vitivinicolo, per troppo tempo dimenticato e relegato ad un ruolo marginale nel panorama nazionale. Al giorno d\u2019oggi sono pi\u00f9 di cento le cantine che fanno parte di questa associazione, ed ognuna porta orgogliosamente il marchio di Volcanic Wines sull\u2019etichetta dei loro vini. Dopo otto anni di duro lavoro, l\u2019associazione \u00e8 riuscita nell\u2019intento di far rivalutare i vini vulcanici, ponendoli anche sotto le luci dei riflettori attraverso eventi e degustazioni sparse per il Paese e non solo. I vini vulcanici sono una realt\u00e0 bella da scoprire ed interessantissima da degustare, custodi preziosi di una tradizione agricola che ci appartiene e che per nessuna ragione dobbiamo dimenticare. Cosi come indimenticabile sar\u00e0 il ricordo \u201cesplosivo\u201d delle sensazioni uniche che questi prodotti sono in grado di regalarci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono vini e vini, cos\u00ec come territori e territori in grado di donare caratteristiche veramente uniche al nettare di Bacco che, mai come in questo caso, sono in grado di far emergere l\u2019importanza di un terroir nella formazione della personalit\u00e0 di un vino. 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