{"id":118739,"date":"2022-11-25T17:47:18","date_gmt":"2022-11-25T16:47:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=118739"},"modified":"2022-11-25T17:47:18","modified_gmt":"2022-11-25T16:47:18","slug":"grappa-coraggio-liquido-divenuto-prestigio-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=118739","title":{"rendered":"Grappa, il coraggio liquido divenuto prestigio italiano"},"content":{"rendered":"<p>Certamente fa parte di quelle consuetudini a cui da sempre molti italiani non rinunciano per regalarsi una coccola dopo cena. Altrettanto certamente \u00e8 divenuta nel tempo uno dei simboli di riconoscibilit\u00e0 italiana al pari della pasta o della pizza. Non \u00e8 semplice risalire alle sue origini, ma proveremo a far luce su questa storia veramente tutta italiana. Partiamo dal vino. La produzione di distillato di vino divenne nota quando il medico padovano Michele Savonarola a cavallo tra il \u2018300 ed il \u2018400 pubblic\u00f2 il primo trattato su questo argomento intitolato \u201cDe Conficienda Aqua Vitae\u201d e probabilmente, si inizi\u00f2 a distillare la vinaccia gi\u00e0 nel XIV o nel XV secolo, o forse prima ancora. In molte pubblicazioni dedicate alla storia di questo distillato si fa riferimento ad un documento riguardante un certo Enrico di ser Everardo da Cividale del Friuli che pare nel suo testamento avesse lasciato in eredit\u00e0 \u201cunum ferrum ad faccenda acquavitem\u201d (un alambicco per distillare l\u2019acquavite) anche se, in realt\u00e0, mai vi \u00e8 stata prova a sostegno di questo aneddoto ed il testamento mai reso pubblico. La Grappa inizialmente non era un\u2019acquavite destinata ai ceti pi\u00f9 abbienti, che riservavano per s\u00e9 il vino o magari il distillato di questo, lasciando alla popolazione ci\u00f2 che restava: ovvero le bucce, i semi e i raspi dell\u2019uva fermentata. Sicuramente questa Grappa era molto diversa dal distillato che oggi conosciamo e doveva essere molto pi\u00f9 secca, satura di sostanze a volte sgradevoli e pungenti: attravers\u00f2 le epoche con queste caratteristiche di bevanda semplice, forte e bruciante. Essa conquist\u00f2 definitivamente poi un posto nella storia durante la Grande Guerra ed il Monte Grappa ben ne testimonia l\u2019importanza. Essa divenne la panacea della paura degli Alpini per affrontare i pericoli e le difficolt\u00e0: erano soliti berla per trovare la forza ed il coraggio di affrontare i rischi del conflitto dato che provocava un\u2019ubriachezza tale da smuovere anche gli animi pi\u00f9 timorosi. La Grappa del passato per\u00f2, era prodotta con alambicchi a bagnomaria o a fuoco diretto, con metodo artigianale a ciclo discontinuo e non erano ancora impiegati gli strumenti industriali di distillazione, giunti in Italia solo alla met\u00e0 del secolo scorso e non erano ancora diffuse nemmeno le Grappe, fatto salvo quelle di Moscato o Malvasia. Esisteva essenzialmente solo la classica Grappa Bianca, frutto della distillazione di vinacce miste. Dal secondo dopoguerra invece, questo prodotto cominci\u00f2 ad acquisire una posizione sempre di maggior rilievo in societ\u00e0 quando le persone vissero un forte cambiamento delle condizioni economiche e sociali: la societ\u00e0 italiana conobbe infatti un momento di sviluppo senza precedenti e gli italiani cambiarono il proprio stile di vita, godendo di una condizione economica favorevole. I gusti iniziarono a mutare radicalmente e con essi cambi\u00f2 anche il modo di vivere e considerare la Grappa: si inizi\u00f2 ad assaggiarla, abbandonando un po\u2019 alla volta l\u2019abitudine di bere senza distinzioni di gusto e di grado alcolico ed unitamente al mutare del gusto, anch\u2019essa si fece pi\u00f9 morbida, meno aggressiva, rivelando tutta la sua nobilt\u00e0, anche attraverso prolungati affinamenti in legno. Si abbandon\u00f2 gradualmente la distillazione a fuoco diretto e si cominci\u00f2 a selezionare l\u2019uva proveniente da un solo tipo di vitigno tra la Malvasia ed il Moscato acquisendo il modo di bere il connotato di \u201cattivit\u00e0 piacevole\u201d con cui intrattenere una serata o un pasto in compagnia. L\u2019evoluzione della Grappa culminer\u00e0 poi con l\u2019emanazione di un decreto a cura del Ministero delle Politiche Agricole che stabil\u00ec nel 2011 che la \u201cGrappa \u00e8 l\u2019acquavite di vinacce ricavate da uve prodotte esclusivamente in Italia e lavorate solamente in distillerie situate sul suolo italiano\u201d e l\u2019indicazione geografica specifica per cui alcune Grappe prodotte in determinate Regioni che possono oggi esibire il marchio Dop (Piemonte, il Trentino, l\u2019Alto Adige, la Lombardia, il Veneto ed il Friuli). Questa bevanda rappresenta dunque il classico esempio di come un utilizzo legato alla leggenda ed alla tradizione, si siano trasformati nel tempo seguendo l\u2019evoluzione degli stili di vita e di gusto degli italiani: da coraggio liquido appunto, ad insindacabile prestigio italiano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Certamente fa parte di quelle consuetudini a cui da sempre molti italiani non rinunciano per regalarsi una coccola dopo cena. Altrettanto certamente \u00e8 divenuta nel tempo uno dei simboli di riconoscibilit\u00e0 italiana al pari della pasta o della pizza. 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