{"id":119137,"date":"2022-12-04T19:00:40","date_gmt":"2022-12-04T18:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=119137"},"modified":"2023-10-12T13:58:43","modified_gmt":"2023-10-12T11:58:43","slug":"harrys-bar-mito-intramontabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=119137","title":{"rendered":"Harry\u2019s Bar, il mito intramontabile"},"content":{"rendered":"<p>Mito, leggenda, ritrovo di menti illuminate. Chi \u00e8 che non vorrebbe provare almeno una volta l\u2019ebrezza di sedersi in questo posto dal sapore magico e sorseggiare uno dei suoi mitici cocktails? Luogo unico al mondo il cui fascino il tempo ha saputo conservare ed incrementare, l\u2019Harry\u2019s Bar \u00e8 uno storico locale di Venezia, dichiarato nel 2001 patrimonio nazionale dal Ministero dei Beni Culturali, viene fondato nel 1931 da Giuseppe Cipriani. <!--more-->Il nome del bar, come raccont\u00f2 lo stesso Giuseppe Cipriani, deriva da quello del giovane studente statunitense Harry Pickering che, trasferitosi negli anni Venti a Venezia con una zia per tentare di curarsi da un inizio di alcolismo, venne da questa piantato in asso con pochissimi soldi dopo un litigio. Giuseppe Cipriani, all\u2019epoca barman nell\u2019hotel Europa &amp; Britannia, in cui risiedeva lo statunitense, impietosito dalla vicenda prest\u00f2 al giovane 10.000 lire, somma considerevole per l\u2019epoca, per consentirgli di rientrare in patria. Due anni dopo, il giovane, guarito dall\u2019alcolismo, torn\u00f2 a Venezia e, rintracciato Cipriani, in segno di gratitudine gli restitu\u00ec l\u2019intera somma aggiungendovi 30.000 lire perch\u00e9 potesse aprire una sua attivit\u00e0 in proprio. Cipriani decise quindi di chiamare il suo locale \u201cHarry\u2019s Bar\u201d in onore del suo benefattore, inaugurando la sua attivit\u00e0 il 13 maggio 1931.Il nucleo originale era un fondo di quarantacinque metri quadrati, situato a ridosso di Piazza San Marco, nella stessa locazione attuale. All\u2019epoca non era stato ancora costruito il ponte che consente il collegamento diretto con la Piazza e quindi il bar era posizionato in una strada senza uscita, cosa che Cipriani giudic\u00f2 positiva perch\u00e9 cos\u00ec avrebbe avuto una clientela che sarebbe venuta l\u00ec apposta invece che clienti casuali. Il locale, che fungeva sia da bar che da ristorante, ebbe un immediato successo, soprattutto da parte di una clientela intellettuale e aristocratica, che all\u2019epoca aveva in Venezia una delle sue mete privilegiate. Il primo (rimasto anche l\u2019unico) libro degli ospiti contiene tra le altre, le firme di Arturo Toscanini, Georges Braque, Charlie Chaplin, Peggy Guggenheim, Barbara Hutton, Orson Welles. Il tipo di clienti che frequentavano il bar procur\u00f2 anche qualche problema con le autorit\u00e0 fasciste dell\u2019epoca, che lo vedevano con sospetto considerandolo un punto di incontro per omosessuali e ricchi ebrei. Quando il regime eman\u00f2 le leggi razziali del 1938, Cipriani ricevette l\u2019ordine di esporre il cartello di non ammissione degli ebrei, ordine che in qualche modo aggir\u00f2 appendendo il cartello non all\u2019ingresso del bar ma sulla porta della cucina. Durante la Seconda guerra mondiale, il bar venne confiscato e trasformato in mensa per i marinai ma alla fine delle ostilit\u00e0 il bar riprese regolarmente la sua attivit\u00e0. Durante l\u2019inverno tra il 1949 e il 1950, lo scrittore statunitense Ernest Hemingway divenne un cliente fisso, al punto da avere un tavolo personale esclusivo, stringendo anche un rapporto di amicizia con Cipriani. All\u2019epoca stava finendo la stesura di un suo romanzo in cui l\u2019Harry\u2019s Bar venne citato numerose volte. La gestione del bar, dopo il ritiro di Giuseppe Cipriani, \u00e8 passata al figlio Arrigo. Nel 2016 Arrigo Cipriani, per la storia dell\u2019Harry\u2019s Bar, ha ricevuto alla Camera dei deputati il \u201cPremio America\u201d della Fondazione Italia Usa. Un luogo senza tempo a cui il Mondo ha dato il suo tributo di fama e riconoscenza per essere stato fin da subito un agglomerato di cultura, stile e tendenza ed in cui sono nati i pi\u00f9 importanti cocktails della tradizione italiana entrati di diritto nel novero delle eccellenze riconducibili al Belpaese. Chi vi entra per la prima volta non pu\u00f2 fare a meno di ritornarci, non solo per la sua cucina eccelsa, ma anche perch\u00e9 qui si respira aria di altri tempi ed il calore di un mito intramontabile che rappresenta uno dei tanti tasselli che hanno reso famosa l\u2019Italia nel Mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mito, leggenda, ritrovo di menti illuminate. Chi \u00e8 che non vorrebbe provare almeno una volta l\u2019ebrezza di sedersi in questo posto dal sapore magico e sorseggiare uno dei suoi mitici cocktails? 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