{"id":119782,"date":"2022-12-19T21:54:32","date_gmt":"2022-12-19T20:54:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=119782"},"modified":"2022-12-19T21:54:32","modified_gmt":"2022-12-19T20:54:32","slug":"brunello-montalcino-sua-maesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=119782","title":{"rendered":"Brunello di Montalcino, Sua Maest\u00e0."},"content":{"rendered":"<p>Veramente in pochi, anche tra i non appassionati di vino, non hanno mai sentito parlare di questa eccellenza italiana e veramente in pochi, all\u2019estero, non associano questo vino al nostro Paese come uno dei tanti simboli identificativi dell\u2019eccellenza italiana. Il Brunello di Montalcino, uno dei portabandiera della tradizione enologica italiana, nasce in Toscana, nel territorio del Comune di Montalcino, poco distante dalla citt\u00e0 di Siena. Un luogo ricco di fascino, caratterizzato da una storia millenaria, capace di rapire i visitatori grazie a vedute mozzafiato e ad un vino rosso di grande struttura ed eleganza, che non ha paura dello scorrere del tempo. Senza ombra di dubbio, \u00e8 uno dei vini pi\u00f9 rappresentativi dell\u2019enologia italiana nel mondo. Si tratta di un rosso, prodotto esclusivamente nel territorio del paese toscano di Montalcino con una particolare variet\u00e0 del vitigno Sangiovese, il \u2018Sangiovese Grosso\u2019. E\u2019 dotato di grande eleganza, struttura ed equilibrio: caratteristiche che vengono ulteriormente esaltate da un invecchiamento che pu\u00f2 protrarsi per decenni. Nel corso del tempo questa specialit\u00e0, grazie al suo indiscutibile pregio ed incredibile fascino, \u00e8 diventata appunto un simbolo di eccellenza, considerata da molti estimatori una vera e propria opera d\u2019arte. La storia di questa specialit\u00e0 enologica tanto conosciuta ed apprezzata \u00e8 strettamente legata alle campagne che circondano il paese di Montalcino: si tratta di una zona celebre fin dal lontano passato per la qualit\u00e0 del suo vino, e gli storici sostengono che \u00e8 possibile risalire quantomeno all\u2019epoca etrusca. Nel Medioevo questa fama crebbe ulteriormente, anche grazie al gran numero di viandanti che percorrevano la poco distante via Francigena per recarsi a Roma. Non mancano citazioni storiche di grande interesse come, ad esempio, quella risalente al 1553, secondo la quale al condottiero francese Blaise de Montluc e ai suoi soldati, impegnati nella difesa della rocca del borgo, \u201csi arrubinava il volto con il rosso vino\u201d. Pi\u00f9 o meno nello stesso periodo, lo studioso bolognese Leandro Alberti definiva questo territorio \u201cmolto nominato per li buoni vini che si cavano da quelli ameni colli\u201d. L\u2019elenco dei riferimenti potrebbe protrarsi a lungo ma \u00e8 comunque importante sottolineare che, nonostante si possa pensare il contrario, almeno fino agli inizi dell\u2019800, tra tutte le variet\u00e0 prodotte a Montalcino, non fu un vino rosso ad essere il pi\u00f9 apprezzato, ma un bianco dolce, il cosiddetto \u2018Moscadello\u2019. Volendo entrare in una sfera descrittiva pi\u00f9 specifica, non possiamo non far presente che il Brunello nasce dai vigneti di Sangiovese che crescono sui pendii della collina di Montalcino e la loro esposizione influisce non poco sulle caratteristiche delle uve e, conseguentemente, anche su quelle del vino. Non meno importante, da questo punto di vista, la natura del terreno che, a seconda della zona, pu\u00f2 cambiare sia in termini di composizione che di struttura mentre decisivo, come sempre, si rivela l\u2019apporto umano che si esprime grazie a precise tecniche enologiche. Ne consegue che il Brunello di Montalcino di ogni singola azienda sar\u00e0 in grado di esprimere elementi fortemente distintivi, una sorta di \u2018marchio di fabbrica\u2019 ed il suo processo di vinificazione (e successivo affinamento) non si discosta pi\u00f9 di tanto da quello di un qualsiasi altro vino rosso se non per alcuni dettagli: tutto ci\u00f2 per far capire quanto il prodotto di un particolare appezzamento possa variare rispetto a quello di un altro e regalarci sensazioni ed emozioni che variano di volta in volta. Un prodotto di grande pregio e tradizione come il Brunello di Montalcino, fin dalla sua nascita necessit\u00f2 di una forma di tutela, volta a preservare le sue peculiari caratteristiche e per questo motivo, nel 1966 gli venne assegnata la Denominazione di Origine Controllata (DOC), alla quale segu\u00ec, nel 1980, l\u2019attribuzione della prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) italiana. Forse non tutti sanno che Ferruccio Biondi Santi, senza dubbio uno dei personaggi pi\u00f9 importanti nella storia del Brunello di Montalcino, combatt\u00e9 (e vinse) ai comandi di Giuseppe Garibaldi nella battaglia di Bezecca (1866): una curiosit\u00e0 che, indubbiamente, arricchisce di ulteriore fascino colui che, nel 1932, venne di fatto dichiarato dal Ministero dell\u2019Agricoltura italiano, l\u2019inventore del celebre vino! Ferruccio Biondi Santi, infatti, seguendo le orme del nonno e anche a causa dell\u2019arrivo del parassita della fillossera che stava distruggendo i vigneti, inizi\u00f2 a studiare la potenzialit\u00e0 di un clone del vitigno Sangiovese, localmente chiamato Brunello a causa del colore particolarmente scuro degli acini. Il risultato della sua sperimentazione e delle sue ricerche, hanno prodotto la variet\u00e0 utilizzata fino ad oggi per produrre il Brunello di Montalcino, detto Sangiovese Grosso. Nonostante numerosi premi e riconoscimenti negli anni per\u00f2, il Brunello rimase per molti decenni un vino conosciuto ed apprezzato solo nei dintorni della zona di produzione, anche a causa dell\u2019elevato prezzo di vendita. Le vicissitudini dell\u2019inizio del XX secolo portarono ad un suo decadimento tant\u2019\u00e8 che pochissimi produttori tennero viva la produzione montalcinese fra le due guerre. Dopo la Seconda guerra mondiale invece, si inizi\u00f2 nuovamente a pensare alla produzione vitivinicola ed alcuni ebbero la lungimiranza di accordarsi sulle sue regole di produzione per garantire qualit\u00e0 al consumatore e per creare appunto una sorta di disciplinare che lo proteggesse dal suo nemico numero uno: l\u2019imitazione. Lungimiranza dunque, ma anche la grande tenacia di un uomo come Biondi Santi ed il grande palato degli italiani, sono i principali fattori grazie ai quali oggi Sua Maest\u00e0 il Brunello ancora regna indiscusso sulle migliori Tavole del Mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Veramente in pochi, anche tra i non appassionati di vino, non hanno mai sentito parlare di questa eccellenza italiana e veramente in pochi, all\u2019estero, non associano questo vino al nostro Paese come uno dei tanti simboli identificativi dell\u2019eccellenza italiana. 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