{"id":120095,"date":"2022-12-30T17:35:44","date_gmt":"2022-12-30T16:35:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=120095"},"modified":"2022-12-30T17:35:44","modified_gmt":"2022-12-30T16:35:44","slug":"nerello-mascalese-principe-delletna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=120095","title":{"rendered":"Nerello Mascalese, Principe dell\u2019Etna"},"content":{"rendered":"<p>Rappresenta uno dei tanti vanti italiani ed uno degli infiniti vanti siciliani. Dopo il Nero d\u2019Avola \u00e8 il secondo vitigno pi\u00f9 coltivato in Sicilia. Detto \u201cNiuriddu mascalisi\u201d in siciliano, il Nerello Mascalese \u00e8 un vitigno che cresce prevalentemente sull\u2019Etna, provincia di Catania. Il nome Mascalese rimanda al suo luogo d\u2019origine che \u00e8 la Piana di Mascali, zona agricola tra il mare e l\u2019Etna sita sul versante orientale del Vulcano. Ad oggi la coltivazione del vitigno \u00e8 presente in tutto il circondario etneo della suddetta provincia. Il territorio di eccellenza, tuttavia, rimane quello intorno ai comuni di Castiglione di Sicilia e di Randazzo, tra Rovittello, Solicchiata, Calderara, Passopisciaro e Linguaglossa: in quest\u2019area, infatti, i suoi vigneti eroici hanno resistito all\u2019epidemia della Fillossera e la conformazione dei suoli vulcanici, l\u2019elevata altitudine (fino ai 1100 metri sul livello del mare) e la pratica di allevamento della vite, hanno reso molto resistente questo vitigno. La su presenza in Sicilia la si pu\u00f2 riscontrare anche sulle colline e lungo le coste che si affacciano sullo Stretto di Messina e nella lingua di terra chiusa tra il Mar Tirreno e il Mar Ionio esso d\u00e0 vita al Faro DOC. Tale nome potrebbe derivare da Punta Faro, punta estrema dello Stretto di Messina, o dalla popolazione greca dei Pharii, colonizzatrice di gran parte delle colline messinesi. La storia del Nerello Le origini di questo vitigno possono essere fatte risalire al VII secolo a.C. con la colonizzazione greca delle coste del messinese e di quelle calabre. In un primo momento, con la fondazione di Naxos nel 734, di Zancle nel 730 e di Catania nel 728, i Greci diffusero il culto di Dioniso e iniziarono la coltivazione del vitigno. La produzione del vino, successivamente, si estese nel catanese e nel messinese fino alle pendici dell\u2019Etna. Si produssero, in quest\u2019area, i famosi mamertini tanto apprezzati dai tiranni siracusani e in seguito dai Romani, soprattutto da Cesare: quest\u2019ultimo, infatti, amava festeggiare le sue vittorie galliche con i ricercati \u201cTauromenitanum\u201d e \u201cMamertinum\u201d. Alla caduta dell\u2019Impero Romano, la coltivazione della vite e la produzione del vino non ebbero particolari slanci ed il territorio del Nerello Mascalese non era conosciuto e famoso come lo \u00e8 oggi. In et\u00e0 moderna poi, nel 1543, Carlo V concesse al vescovo Caracciolo l\u2019elevazione della piana di Mascali a Contea. Le terre di Mascali vennero, pertanto, date in enfiteusi ai viticoltori, che contribuirono alla selezione di questa variet\u00e0. Tuttavia, solo alla fine del XX secolo si sono ottenuti gli interessanti risultati oggi noti. Con un importante lavoro, realizzato soprattutto nel nuovo millennio, si \u00e8 valorizzata la qualit\u00e0 del vitigno autoctono e sono state introdotte le denominazioni di origine. Oggi i vini ottenuti dalla vinificazione di questo vitigno sono tra quelli pi\u00f9 apprezzati a livello internazionale. Una data certamente da ricordare \u00e8 1968 quando il Nerello Mascalese diventa la base per la denominazione DOC dell\u2019Etna Rosso, di cui rappresenta almeno l\u201980%, mentre il restante 20% \u00e8 dato dal vitigno Nerello Cappuccio. Il riconoscimento della Faro Doc risale al 1976 e prevede, secondo disciplinare, l\u2019uso di uve Nerello Mascalese da un minimo del 45 al 60%, di Nerello Cappuccio dal 15 al 30%, di Nocera dal 5 al 10%. Ma cos\u2019ha di speciale quest\u2019uva? Iniziamo subito a rilevare che le sue versioni pi\u00f9 prestigiose vanno sotto la denominazione Etna Doc e che il Nerello Mascalese \u00e8 uno dei vini rossi italiani pi\u00f9 eleganti. E\u2019 ricco nelle sue diverse espressioni perch\u00e9 caratterizzato da un insieme di piante clonali eterogenee tra loro. Le diverse espressioni dell\u2019uva, anche annuali, dipendono molto dalle condizioni climatiche, dal versante del vulcano Etna e dall\u2019altitudine. E\u2019 un vitigno a maturazione tardiva e nella zona Etna, infatti, la vendemmia si svolge generalmente a met\u00e0 ottobre: i grappoli che vengono raccolti sono i migliori, perch\u00e9 sono stati selezionati e baciati dal sole grazie ad una previa sfogliatura. Andando invece ad analizzare il suo aspetto organolettico, occorre distinguere tra il Nerello Mascalese in purezza e quello vinificato in assenza di vinacce. Quello in purezza ha un colore rosso carico, un rosso ciliegia tendente al granato. All\u2019olfatto si presenta con eleganti profumi di piccoli frutti rossi e con sentori di liquirizia e spezie. Al palato \u00e8 secco, tannico, persistente e armonico. Quello invece vinificato in assenza di vinacce, \u00e8 conosciuto come \u201cPesta in Botte\u201d: questo particolare vino assume un colore rosso carico e intensi profumi di viola, di piccoli frutti rossi e spezie ed il suo gusto \u00e8 pieno, caldo e asciutto ed inoltre, se coltivato in terreni vulcanici, si percepisce una decisa mineralit\u00e0. Bere il Nerello Mascalese \u00e8 come una grande esperienza, \u00e8 come fare un tuffo in Sicilia tra pini, rocce, mare e sole che brucia la pelle, perch\u00e9 questi sono i suoi nobili sentori e a questa nobilt\u00e0 possiamo dare anche un titolo, quello incontrastato di Principe dell\u2019Etna che tanto rappresenta i siciliani con tutta la loro forza, tradizione ed unicit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rappresenta uno dei tanti vanti italiani ed uno degli infiniti vanti siciliani. Dopo il Nero d\u2019Avola \u00e8 il secondo vitigno pi\u00f9 coltivato in Sicilia. Detto \u201cNiuriddu mascalisi\u201d in siciliano, il Nerello Mascalese \u00e8 un vitigno che cresce prevalentemente sull\u2019Etna, provincia di Catania. 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