{"id":89971,"date":"2021-02-20T14:06:58","date_gmt":"2021-02-20T13:06:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=89971"},"modified":"2021-02-20T14:06:58","modified_gmt":"2021-02-20T13:06:58","slug":"castello-montepo-jacopo-biondi-santi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=89971","title":{"rendered":"IL CASTELLO DI MONTEPO\u2019 DI JACOPO BIONDI SANTI."},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il Castello di Montep\u00f2, un tempo baluardo a difesa dei confini del feudo, si trova nell\u2019agro di Scansano, in provincia di Grosseto, circondato da boschi, ulivi e piccole alture della Maremma. Le sue fondamenta risalgono al X secolo mentre l\u2019architettura sembra sia stata rimaneggiata dal grande architetto Baldassarre Peruzzi. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La propriet\u00e0 di Montep\u00f2 \u00e8 costituita da circa 600 ettari di terreno di cui 50 vitati posti a un\u2019altitudine tra i 300 e i 460 m.s.l.m. con esposizione a sud-sudovest, lungo i dolci pendii della Maremma toscana. E\u2019 una tradizione storica che la Maremma produca le uve, fin dagli Etruschi, e la Tenuta, con la sua composizione dei terreni, la variet\u00e0 dei microclimi e la vicinanza del mare, \u00e8 adatta alla coltivazione di vari vitigni e alla produzione di vini di altissimo livello. Il Sangiovese Grosso BBS11, propriet\u00e0 esclusiva della famiglia Biondi Santi, occupa il 70% dei suoli vitati mentre nel restante 30% crescono e maturano altre due variet\u00e0 internazionali, sempre a bacca rossa, il Cabernet Sauvignon e il Merlot. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Le colline che compongono la Tenuta del Castello di Montep\u00f2 sono l\u2019esempio perfetto di cosa significhi, per un terreno, avere una profonda vocazione viticola. Geologicamente, infatti, i vigneti dell\u2019azienda ricadono su suoli di origine marina del Flysch, una successione di rocce sedimentarie clastiche, di origine sin-orogenetica dell\u2019Eocene, costituita da alternanze cicliche di livelli di arenaria, argilla e marna. Questi elementi concorrono a rendere i terreni magri e ricchi di scheletro, a cui si aggiungono, proprio sotto il Castello, intrusioni di arenarie compatte calcarifere di tipo pietraforte. Un patrimonio di elementi minerali e di fisica dei suoli che rende la Tenuta di Castello di Montep\u00f2 un unicum di particolare rilevanza, in grado di caratterizzare profondamente la fisiologia della vite ed il suo adattamento all\u2019habitat in regime di arido-coltura.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel vigneto il sistema di allevamento adottato \u00e8 principalmente il cordone speronato su piante con et\u00e0 media di circa 20 anni. Nella prima decade di gennaio si inizia con la potatura invernale al fine di determinare il numero di gemme fruttifere per ciascuna pianta ed il conseguente carico produttivo. Dopo la stralciatura, cio\u00e8 l\u2019asportazione di tutto quello che \u00e8 stato tagliato dalle viti, vengono legati i nuovi ceppi sostituendo al bisogno i pali di sostegno delle piante. Segue poi la lavorazione interfilare con la scalzatura degli interceppi che rimuove tutte le piante infestanti lavorando i filari in maniera alternata anche se viene lasciato un filare inerbito per facilitare le successive operazioni colturali e creare le necessarie condizioni di competitivit\u00e0 del terreno. A maggio si effettua la potatura verde che regola la chioma e la produzione delle piante, mentre a luglio si effettua il diradamento, ultima operazione di rilievo prima che si raggiunga, a partire dalla seconda met\u00e0 di settembre, il periodo della vendemmia che dura, mediamente, due settimane. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Al Castello di Montep\u00f2 si lavora anche per accrescere la superficie vitata della Tenuta tramite un lungo e paziente lavoro di precisione; per ogni nuovo impianto \u00e8 necessario preparare il terreno con due anni di anticipo, a cominciare dall\u2019aratura e morganatura del terreno effettuato con l\u2019erpice, una macchina agricola che aiuta a sminuzzare il terreno e a spianarlo. Segue poi la rippatura, cio\u00e8 la spaccatura del terreno per farlo ossigenare in profondit\u00e0, e la spietratura per renderlo pi\u00f9 agevole alla coltivazione. Ultimate queste varie fasi si crea il sistema dei drenaggi delle acque e, dopo una ulteriore morganatura, si compone lo schema vero e proprio dei nuovi impianti, realizzato sulla base di esposizioni e inclinazioni dei terreni. Vengono impiantate le barbatelle, poi fissati pali, fili e ancore e si effettuano le semine contenitive soprattutto con favino, leguminose e colza per scongiurare il dilavamento del terreno e favorirne il giusto apporto nutritivo di generazione organica.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-89972 alignleft\" src=\"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/thumbnail_Foto-Famiglia-Biondi-Santi-244x300.jpg\" alt=\"\" width=\"244\" height=\"300\" \/><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I boschi che circondano le medie e basse colline del Castello di Montep\u00f2 sono importantissimi per la mitigazione delle temperature, per la protezione dal vento e dai diversi fenomeni atmosferici che avvengono durante l\u2019anno. Il bosco, infatti, assorbe calore di giorno nelle ore pi\u00f9 calde, rilasciando riparo e mitigazione nelle ore pi\u00f9 fredde. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo paesaggio carico di storia Jacopo Biondi Santi, dopo uno studio da parte di un pool di professori dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa e di Firenze sui terreni argilloscisti di origine eocenica, produce il clone di Sangiovese Grosso, il BBS11, patrimonio esclusivo della famiglia Biondi Santi che, oltre un secolo e mezzo fa, diede i natali al Brunello di Montalcino. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Per praticare una viticoltura di precisione la Tenuta si avvale di centraline di rilevamento meteo che raccolgono e conservano le misurazioni per le analisi comparative di medio e lungo periodo; questa raccolta dati raffigura l\u2019andamento storico del microclima della Tenuta (umidit\u00e0, temperature diurne e notturne, intensit\u00e0 e orientamento della ventilazione). <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Per produrre vini di qualit\u00e0 superiore \u00e8 necessario che ogni elemento che concorre allo sviluppo vegeto-produttivo delle piante, tra terra e aria, subisca il minor numero di interventi possibile. Un fine enologico che Jacopo Biondi Santi ha perseguito applicando nei vigneti della Tenuta di Castello di Montep\u00f2 un regime che ricerca equilibrio e naturalit\u00e0, centrato sui principi applicativi dell\u2019aridocoltura. Razionalizzando e ottimizzando tutte le risorse idriche naturali disponibili, viene preservata l\u2019integrit\u00e0 varietale delle piante, favorendo cos\u00ec una produzione quantitativamente contenuta ma di qualit\u00e0 elevata grazie alla maggior concentrazione di sostanze fondamentali come gli zuccheri e alcune peculiari sostanze aromatiche contenute nelle bucce. E\u2019 nella dimensione dell\u2019acino e nel rapporto buccia\/polpa che, soprattutto, nelle uve a bacca rossa, si determina il risultato pi\u00f9 importante, premessa necessaria al raggiungimento di quell\u2019eccellenza produttiva che ha distinto e definito la reputazione produttiva di Castello di Montep\u00f2 e di una famiglia. Piante in equilibrio, perfettamente integrate all\u2019habitat naturale preesistente e la stessa composizione fisica oltre che minerale dei suoli, sono determinanti nel definire il valore enologico dei vini prodotti da Jacopo Biondi Santi.<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Parliamo adesso della storia della famiglia Biondi Santi\u2026<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-size: medium;\">Giorgio Santi\u00a0 fu, tra il XVIII e XIX secolo, uno degli studiosi ed esploratori pi\u00f9 importanti del suolo della natura toscana. Nato a Pienza nel 1746, si laure\u00f2 in Medicina a Siena e studi\u00f2 in Francia prima di rientrare a Firenze richiamato dal Granduca Pietro Leopoldo che, istituita una nuova cattedra di Scienze Naturali e Chimica, gli confer\u00ec l\u2019incarico di professore all\u2019Universit\u00e0 di Pisa, dove fu anche direttore del Museo di Storia Naturale e prefetto dell\u2019Orto Botanico. In uno scritto risalente al 1806 e che riunisce la cronaca dei suoi viaggi in Toscana, Giorgio Santi attestava gi\u00e0 all\u2019epoca la ricchezza naturalistica del territorio di Scansano e del Castello di Montep\u00f2, ponendo le radici di una nobilt\u00e0 enologica legittimata da solide basi scientifiche che, un giorno, in Ferruccio Biondi Santi, avrebbe trovato la sua massima espressione.\u00a0Ferruccio, infatti, impiant\u00f2 il primo vigneto di Montalcino con viti di un clone selezionato di Sangiovese, <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\">denominato Sangiovese Grosso o Brunello, il primo passo verso un nuovo modo di vinificare che sarebbe entrato nella storia del vino italiano. Il figlio Tancredi, mosso dalla stessa curiosit\u00e0 e da spirito di innovazione, fu uno dei primi a creare il disciplinare della relativa DOCG e a creare l\u2019usanza della Ricolmatura delle vecchie Riserve. Suo figlio Franco riusc\u00ec a rendere il marchio Biondi Santi un punto di riferimento nel mondo come eccellenza dell\u2019artigianalit\u00e0 vinicola italiana. Questa preziosa eredit\u00e0, frutto di oltre un secolo e mezzo di storia, \u00e8 stata raccolta a sua volta dal figlio <\/span><span style=\"font-size: medium;\">Jacopo che, grazie al suo impegno e alla sua volont\u00e0, ha reso la Tenuta e il Castello un unicum assoluto e di grandissimo pregio, dando vita a nuove tradizioni con vini dallo stile contemporaneo.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 qui, nel cuore della Maremma, che Jacopo Biondi Santi ha scelto il Castello di Montep\u00f2 per svolgere il suo lavoro con esperienza, intuizione e rigore enologico, affiancato dai figli Tancredi, Clemente e Clio. Tancredi, ultimati gli studi di Viticoltura ed Enologia alla facolt\u00e0 di Agraria di Firenze, ha affiancato il padre nella conduzione e nelle scelte amministrative dell\u2019azienda di famiglia, curando in particolare i rapporti col mercato estero. Appassionato di viaggi e amante delle diverse culture, dal 2017 \u00e8 protagonista del nuovo corso del Castello di Montep\u00f2, di cui ha reimpostato integralmente la gestione e coordina il team del progetto Montep\u00f2 2030.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 sempre in Maremma che il Sangiovese Grossi BBS11 ha trovato le condizioni ideali per essere allevato. Jacopo Biondi Santi , dopo attento studio da parte di ricercatori, geologi, agronomi ed enologi, ha raccolto dati preziosi per la conoscenza completa dei terreni, eccezionalmente vocati alla produzione di uve per vini di finezza e qualit\u00e0 superiori. Tra intuizione innata e rigore scientifico, Jacopo Biondi Santi ha cominciato a dare vita a nuovi vini di grande successo e spirito contemporaneo: con la vendemmia del 1991 \u00e8 nato il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Sassoalloro<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, nuova interpretazione del Sangiovese grosso BBS11 in purezza che mantiene per\u00f2 intatta la caratteristica longevit\u00e0 dei grandi vini toscani. Jacopo Biondi Santi voleva in buona sostanza produrre qualcosa di diverso dal Brunello partendo proprio dalla sua selezione clonale che dura da 200 anni; ha iniziato modificando la fermentazione delle uve per arrivare ad un vino con caratteristiche di profumi pi\u00f9 intense e anche di colori. Nel 1993, con uve Sangiovese grosso BBS11, Cabernet Sauvignon e Merlot, nasce lo <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Schidione<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">, specchio della filosofia innovativa, un vino \u201cponte tra Brunello e Sassalloro. Ha poi prodotto un Merlot in purezza chiamandolo<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b> Morione<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Altre produzioni sono il ros\u00e8<\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b> Jet<\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> da Sangiovese grosso BBS11 in purezza; il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Braccale <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">con Sangiovese grosso BBS11 e Merlot; il <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><b>Morellino di Scansano <\/b><\/span><span style=\"font-size: medium;\">con Sangiovese grosso BBS11 e Cabernet Sauvignon.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">E\u2019 possibile visitare tutto l\u2019anno il Castello di Montep\u00f2 prenotando online, negli orari indicati, la visita e la degustazione preferita tra le tre proposte: Ghibli, Tramontana e Maestrale<\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Le degustazioni dei vini seguono le stagioni: Autunno\/Inverno (da novembre a marzo) e Primavera\/Estate (da aprile a ottobre) con la variazione di alcuni vini posti in degustazione. Ogni giorno sono previsti due turni di degustazione alternati e in orari differenziati. Ogni degustazione prevede un minimo di\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\">6 persone <\/span><span style=\"font-size: medium;\">sino ad un massimo di\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\">12<\/span><span style=\"font-size: medium;\">. Le lingue utilizzate nel corso della visita e della degustazione tecnica sono\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\">inglese, francese e italiano<\/span><span style=\"font-size: medium;\">.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">A ciascun winelover ospite di Castello di Montep\u00f2 viene consegnato un\u00a0<\/span><span style=\"font-size: medium;\">kit personalizzato<\/span><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0a servizio della degustazione. Ogni formula di visita e degustazione ha orari prestabiliti ed un tempo di durata indicato nel form di prenotazione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel Castello, su due diversi livelli, ci sono gli ambienti di affinamento del vino dove l\u2019umidit\u00e0 e la temperatura sono costanti tutto l\u2019anno affinch\u00e8 ci siano le condizioni ideali per la maturazione in legno e in bottiglia di ciascun vino. Qui si trovano le grandi etichette di Castello di Montep\u00f2 e l\u2019ordine di visita per gli appassionati \u00e8 il seguente: la barriccaia <\/span><span style=\"font-size: medium;\">con botti e barrique di diversi formati, tutte selezionate secondo criteri direttamente impartiti da Jacopo Biondi Santi e dallo staff tecnico che lo affianca nella gestione del vino in cantina. Sulla selezione dei legni l\u2019azienda ha compiuto una serie di sperimentazioni che si riassumono in soli tre fornitori di riferimento, di altissimo pregio ed esperienza produttiva: le francesi Taransaud e Francois Fr\u00e8res e l\u2019austriaca Stockinger. Alle 4 grandi botti da 28,5, ettolitri e alle 6 famose T5, si aggiungono oltre un centinaio di barrique da 225 litri, sempre di media\/leggera tostatura. L\u2019utilizzo delle barrique \u00e8 diversificato per vitigno e vino, in una ricetta che solo in pochissimi conoscono.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La collezione di vini Biondi Santi risalta pregio ed eccellenza e, con l\u2019elegantissima etichetta con gli stemmi di famiglia, evoca un mondo araldico e cavalleresco. Vini destinati a durare in un mondo, quello della profonda Maremma e dell\u2019agro di Scansano, dove le terre diventano vigne di leggenda. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Castello di Montep\u00f2, un tempo baluardo a difesa dei confini del feudo, si trova nell\u2019agro di Scansano, in provincia di Grosseto, circondato da boschi, ulivi e piccole alture della Maremma. Le sue fondamenta risalgono al X secolo mentre l\u2019architettura sembra sia stata rimaneggiata dal grande architetto Baldassarre Peruzzi. 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