{"id":93010,"date":"2021-05-13T23:39:11","date_gmt":"2021-05-13T21:39:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=93010"},"modified":"2021-05-13T23:39:11","modified_gmt":"2021-05-13T21:39:11","slug":"vino-un-amico-gestire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=93010","title":{"rendered":"Vino, un amico da gestire"},"content":{"rendered":"<p>Il Vino \u00e8 una scelta. Mentre non ci si pu\u00f2 nutrire senza cibo e quindi, non si pu\u00f2 vivere senza di esso, certamente si pu\u00f2 vivere senza Vino (vita triste, ma pur sempre vita\u2026lo diciamo con grande rispetto). Il fatto di sceglierlo, quindi, nella nostra quotidianit\u00e0, lo rende un nostro compagno di vita che abbiamo deciso di avere al nostro fianco sia nei momenti belli, che in quelli dove abbiamo bisogno a volte di un conforto. Come spesso accade, il do ut des \u00e8 a volte necessario in certi contesti o situazioni e non \u00e8 un principio trascurabile. Non vogliamo per\u00f2 trasmettere un concetto eticamente sbagliato, non fraintendeteci. Quando parliamo di Vino, la locuzione latina appena citata assume un significato importante e scevro da qualsiasi giudizio morale. La materia viva richiede spesso delle attenzioni per preservarne la conservabilit\u00e0 cos\u00ec come la sua espressione migliore. Il Vino \u00e8 materia viva per eccellenza e il suo des ci \u00e8 molto chiaro e lo scegliamo proprio perch\u00e9 consapevoli di quello che pu\u00f2 regalarci sia a tavola, che in un momento di relax. Il problema nasce quando non ci accorgiamo che \u00e8 il nostro do a determinare il piacere che esso \u00e8 in grado di regalarci. Cos\u00ec come Madre Natura ci restituisce sempre i suoi frutti migliori quando viene rispettata e trattata con tutto il riguardo e la cura che essa merita, allo stesso modo il Vino, se gestito con le attenzioni di cui necessita, rilascia quelle emozioni che riescono a completare sia un piacere materiale, che d\u2019animo. Ricordiamoci sempre che una cattiva gestione del Vino ci fa percepire solo un 20-30% della sua magia ed iniziamo col dire che essendo appunto materia viva,<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-93043 alignleft\" src=\"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/ww-5-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/> esso necessita di \u201ctecniche\u201d ben precise che anni di studi di settore hanno portato alla luce e che sono letteralmente imprescindibili. Avete mai bevuto un vino rosso invecchiato per lungo tempo in legno senza dargli il giusto tempo per \u201cstiracchiarsi\u201d dopo un riposo durato 24 o 48 mesi? Sar\u00e0 risultato certamente ancora \u201cassonnato\u201d e contratto dal lungo periodo in cui \u00e8 rimasto coccolato all\u2019interno di piccole barrique di legno che, certamente hanno fatto il loro lavoro di trasmissione, per osmosi, delle sensazioni che il legno rilascia naturalmente, ma che allo stesso tempo, lo hanno tenuto fermo, immobile nel tempo. Apriamo le porte quindi ad uno dei temi basilari della gestione del Vino: l\u2019ossigenazione. Essa rappresenta il processo che consente al Vino di farlo respirare tramite l\u2019esposizione all\u2019aria prima di berlo e la grande maggioranza dei vini trae grande beneficio da essa al punto che quelli di grande qualit\u00e0 (bianchi o rossi che siano) migliorano in maniera esponenziale: provate a stappare un Barolo del \u201999 e bevetene subito un sorso, poi riassaggiatelo dopo un paio d\u2019ore e vi accorgerete che state bevendo un altro vino senza che nessuno lo abbia sostituito. Prima dell\u2019ossigenazione per\u00f2 e come base generale, assume un\u2019importanza fondamentale il luogo dove lo riponete, in attesa di poterne godere per una cena o semplicemente come relax. La conservazione, infatti, diventa basilare per quella che \u00e8 poi la sua gestione: saranno inutili tutte le disquisizioni legate all\u2019ossigenazione o a tutto quello che vi racconteremo nelle righe che seguiranno, se esso non ha avuto le attenzioni che merita in termini di location all\u2019interno della quale trepidamente attende di essere stappato per farci inebriare della sua anima. Come un vampiro, infatti, odia la luce e come la cera, odia il calore: se esposto per lungo tempo a questi due elementi, il Vino \u00e8 in grado di alterarsi e di chiudere anticipatamente la sua esistenza ricca di quelle espressioni che noi consumatori invece andiamo proprio a ricercare. Non rendiamoci mai responsabili di questa morte anticipata!! Certamente non \u00e8 responsabile della sopravvivenza di un Vino, ma altrettanto certamente, la temperatura alla quale viene servito, \u00e8 forse la principale responsabile dell\u2019esaltazione di tutte le meravigliose sensazioni che esso \u00e8 in grado di esprimere ed occupa una delle posizioni pi\u00f9 importanti nella scala dei valori della sua gestione. Prendersi cura della temperatura per\u00f2, \u00e8 una delle operazioni pi\u00f9 difficili da attuare, in quanto \u00e8 molto legata anche all\u2019ambiente in cui ci si trova ed \u00e8 un\u2019operazione che va letteralmente pianificata: ogni vino, infatti, ha una temperatura precisa e facilmente consultabile alla quale deve essere servito per esaltarne al meglio le caratteristiche organolettiche (non vuole essere questa la sede per declinare le varie opzioni). Infatti, servire un vino alla giusta temperatura, consente di fargli esaltare profumi e sapori, aumentando nel contempo il senso di piacevolezza gusto-olfattiva durante la beva. La temperatura svolge una funzione fondamentale, quella di rinforzare alcune caratteristiche organolettiche ed attenuarne delle altre. Una temperatura moderatamente pi\u00f9 elevata, aumenta la sensibilit\u00e0 delle papille gustative verso sensazioni quali la corposit\u00e0 e la morbidezza, mentre attenua le sensazioni pi\u00f9 \u201cdure\u201d, quali freschezza e sapidit\u00e0. Di conseguenza, maggiore \u00e8 la struttura e la morbidezza del vino, relativamente pi\u00f9 alta sar\u00e0 la temperatura di servizio. Viceversa, maggiore \u00e8 la sapidit\u00e0 e freschezza del vino, pi\u00f9 bassa sar\u00e0 la temperatura di servizio ideale. Inoltre, una temperatura di servizio pi\u00f9 bassa permette di apprezzare al meglio sensazioni quali la dolcezza, che se fosse rinforzata da una sensazione di calore esterna, risulterebbe poco gradevole e al limite dello stucchevole. Perch\u00e9 dunque dobbiamo \u201cfarci del male\u201d?? Quando parliamo di temperatura, spesso istintivamente la si associa ad un Franciacorta o ad un Bianco e alla sensazione di \u201cfreddo\u201d che deve trapelare dal bicchiere. Noi invece, ci soffermiamo sul Rosso. Spesso in estate si rinuncia al Rosso a favore di un vino Bianco e questo non \u00e8 assolutamente carino nei confronti di Sua Maest\u00e0 (il Rosso appunto). Dobbiamo sempre considerare l\u2019ambiente che ci circonda ed anche in una torrida estate possiamo godere, durante il nostro BBQ, di un meraviglioso Amarone della Valpolicella che sembra quasi di diritto appartenere, per grado alcolico e struttura, alla stagione invernale. Baster\u00e0 infatti portarlo alla sua corretta temperatura e lasciarlo in frigo (si avete capito bene!) per una ventina di minuti: il vino sar\u00e0 perfetto e la sensazione di fresco che sentirete bevendolo, non sar\u00e0 legata ad una sua errata temperatura, ma semplicemente al fatto che intorno a noi fa molto caldo. Provate, sar\u00e0 veramente piacevole! Questo vuole essere solo uno dei tanti esempi che potremmo fare intorno alla temperatura, ma l\u2019importante \u00e8 il messaggio che si vuole lasciare: non esiste una stagione del Vino, basta saperlo gestire, per poterne godere, sotto qualsiasi tipologia esso si presenti, in ogni momento dell\u2019anno. Ogni vino per\u00f2, per essere degustato al meglio, ha bisogno del proprio bicchiere atto a contenerlo. Non basta tuttavia sceglierne uno per i bianchi, uno per i rossi, un altro per gli invecchiati o per i giovani: la sua geometria, infatti, influenza la percezione del contenuto e va scelto a seconda delle caratteristiche sensoriali del Vino. Due esempi su tutti. Sapete perch\u00e9 i vini rossi strutturati vengono abbinati ad un calice dalla \u201cpancia\u201d larga e dal bordo che si restringe? Dopo essere stato invecchiato per mesi (o anni), ha bisogno di rompere le molecole responsabili dei profumi e di altre sensazioni che nel tempo si sono compattate nell\u2019immobilit\u00e0: la famosa rotazione del calice, permette infatti al liquido di \u201crompere\u201d tali molecole grazie al fondo largo e panciuto e di liberarle nel bicchiere cominciando a dare vita ai suoi profumi, che per\u00f2, non dovendo fuoriuscire dallo stesso, rimangono imprigionate in esso grazie al restringimento della sua parte superiore. Altro esempio pu\u00f2 essere quello del bicchiere per una fresca bollicina: la scelta di un calice dalla forma allungata, infatti, si lega alla possibilit\u00e0 di valutane il perlage, la cui finezza o grossolanit\u00e0, determinano la qualit\u00e0 del prodotto. Lo avrete capito bene a questo punto, la gestione del Vino \u00e8 basata su di un gioco di rituali e scelte che si concentrano su dei criteri importanti, per poi poterne godere al massimo della sua espressione e, come ogni essere umano ha un suo carattere che nell\u2019ambito di un\u2019amicizia va accettato e rispettato per dare ad essa un valore duraturo, allo stesso modo il Vino, presentandosi sotto varie vesti, deve essere messo nelle condizioni migliori per esprimersi naturalmente e senza vincoli: perch\u00e9 il Vino, come un amico, \u00e8 una scelta, e proprio come un amico, necessita di essere accettato e rispettato per le sfumature che gli appartengono e che noi abbiamo scelto per colorare la nostra vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vino \u00e8 una scelta. 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