{"id":96370,"date":"2021-07-15T20:17:41","date_gmt":"2021-07-15T18:17:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=96370"},"modified":"2021-07-15T20:17:41","modified_gmt":"2021-07-15T18:17:41","slug":"sangiovese-perla-rossa-del-belpaese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=96370","title":{"rendered":"Sangiovese, \u201cperla rossa\u201d del Belpaese"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSua Maest\u00e0\u201d. Il \u201cRe rosso\u201d dei vitigni italiani, certamente il vitigno a bacca rossa pi\u00f9 conosciuto in Italia ed il pi\u00f9 diffuso della zona centrale della Penisola. Testimonianze certe ci dimostrano come gi\u00e0 gli Etruschi coltivavano il\u00a0<b>Sangiovese<\/b>\u00a0nell\u2019area della Toscana, specialmente nelle colline di Firenze. Il\u00a0<i>sanguis Jovis<\/i>\u00a0durante i secoli \u00e8 stato soggetto a molteplici variazioni clonali che hanno portato alla distinzione\u00a0di due diverse tipologie di<strong>\u00a0Sangiovese<\/strong>: quello\u00a0\u201c<strong>Grosso\u201d\u00a0<\/strong><strong>(acino pi\u00f9 grande)<\/strong>\u00a0che corrisponde ad alcune tipologie coltivate in\u00a0<strong>Toscana<\/strong>, come il\u00a0<strong>Prugnolo Gentile e il Brunello<\/strong>\u00a0ha la\u00a0buccia spessa ed un consistente contenuto di antociani a sviluppare un colore rubino con densit\u00e0 cromatica compatta e ottima capacit\u00e0 di affinamento\u00a0e il\u00a0<strong>Sangiovese \u201cPiccolo\u201d\u00a0<\/strong><strong>(va da s\u00e9, acino pi\u00f9 piccolo)<\/strong>, a cui appartengono le variet\u00e0 dell\u2019\u00a0<strong>Emilia Romagna<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio, Puglia e Campania.\u00a0Non possiamo iniziare questo viaggio di approfondimento sul Sangiovese non citando il\u00a0<b>Chianti:\u00a0<\/b>fu il primo termine utilizzato per indicare una zona geografica, poi estesa nel 1384 a zona di vino. La storia moderna inizia con il\u00a0<b>Barone Bettino Ricasoli<\/b>, fu lui a stabilire il connubio tra due vitigni a bacca rossa, il Sangiovese e Canaiolo, e due bianchi, Trebbiano e Malvasia.\u00a0<b>Dopo la Seconda Guerra Mondiale<\/b>, la precaria realt\u00e0 economica spinse i giovani a trovare lavoro nelle citt\u00e0 spopolando le campagne e rendendo i terreni privi di valore.\u00a0<b>Negli anni \u201950 \u2013 \u201960<\/b>\u00a0poi, le fattorie potevano essere comprate con poco denaro, favorendo l\u2019acquisto da parte di stranieri come Americani, Tedeschi, Inglesi e Svizzeri.\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-96382 alignleft\" src=\"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/ff1-300x154.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"154\" \/><b>La Doc fu attribuita nel 1967 alla zona del Chianti e del Chianti Classico.<\/b>\u00a0Quest\u2019ultima, si trova incastonata tra le citt\u00e0 di Siena e Firenze ed il Chianti invece, include sette sottozone, ognuna delle quali possiede il suo terroir e la sua storia. Va ricordata poi,\u00a0<b>nei primi anni \u201970<\/b>, una profonda crisi identitaria del Chianti, dovuta forse a cloni errati o impianti discutibili, e la conseguente presa di coscienza del degrado della qualit\u00e0 che rendeva necessaria un\u2019ineludibile rifondazione. In aggiunta, nuovi valori crescevano nel gusto ed il successo di mercato del Brunello<b>\u00a0<\/b>conteneva sicuramente un modello ispiratore: un grande vino da monovitigno che in qualche modo era simile al Sangiovese Chiantigiano. Se non bastasse, la sfrenata creativit\u00e0 dei geniali produttori di vini toscani, sentendosi troppo \u201cstretta\u201d all\u2019interno dei confini di produzione che per legge venivano imposti, decise di uscire fuori dagli schemi delle denominazioni ufficiali e di creare, per la prima volta, altre due nuove etichette che andarono a prendere consistenza avviando una specie di rivoluzione nel ridefinire i contenuti dei futuri vini chiantigiani: nacquero cos\u00ec \u201c<b>Sassicaia<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Tignanello<\/b>, i primi due \u201c<b>Super Tuscans<\/b>. Il Tignanello nasce in pieno Chianti Classico con tipici vitigni chiantigiani ad esclusione di uve bianche ed \u00e8 stata la prima dimostrazione della potenzialit\u00e0 e della caratura inesplorata del Sangiovese. Il Sassicaia nasce invece a Bolgheri, luogo di iniziale sconosciuta vocazione vitivinicola e con impianto di vitigni inizialmente irriguardosi verso la tradizione come il Cabernet Sauvignon. Furono subito aspre polemiche e crisi di identit\u00e0, ma la giustificazione venne subito accettata nell\u2019altissima qualit\u00e0 del vino e nell\u2019apertura verso un\u2019epoca d\u2019interazione culturale tra vari paesi. Va poi sicuramente segnalata la nascita di varie selezioni o Cru con contenuto di Sangiovese pi\u00f9 bassa come il \u201c<b>Solaia<\/b>\u201d e il \u201c<b>Sammarco<\/b>\u201d, con apporto consistente in percentuale di Sangiovese. Tra di essi vanno sicuramente citati: il \u201cCapannelle\u201d, \u201cIl Querciola\u201d del Castello di Querceto, \u201cVigna Niccol\u00f2 da Uzzano\u201d, \u201cColtassala\u201d del Castello di Volpaia, \u201cSan Lorenzo e Bellavista\u201d del Castello di Ama, \u201cSantacroce\u201d, del Castell\u2019in Villa, \u201cFontalloro\u201dFattoria di Felsina, \u201cColdirosso\u201dFattoria Vistarenni, \u201cIl Poggio\u201d fattoria Monsanto, \u201cFlaccianello della Pieve\u201d Fontodi, \u201cCepparello\u201d Isole e Olena, \u201cLe Pergole Torte\u201d Monte Vertine, \u201cCabreo il Borgo\u201d Ruffino, il \u201cBruno di Rocca\u201ddi Vecchie Terre di Montefili. In questi vini,\u00a0<b>il Sangiovese ebbe un soprassalto di qualit\u00e0 in complessit\u00e0 di profumi e strutture di gusto<\/b>, prodigio di persistenze e preludio di lunghi affinamenti. La conseguenza fu che\u00a0<b>nel 1996<\/b>, la Docg cambi\u00f2 permettendo che il Chianti venisse fatto con uve 100% Sangiovese e si consent\u00ec l\u2019utilizzo delle barrique. Avvicinandoci ai nostri giorni, evidenziamo come il\u00a0<b>Chianti sia diviso in due gruppi<\/b>:\u00a0<b>il primo<\/b>\u00a0comprende Colli Aretini, colli Senesi, Colline Pisane e Montalbano, con vini generalmente pi\u00f9 freschi e di pronta beva. I<b>\u00a0Colli Aretini<\/b>, pi\u00f9 a Est con la citt\u00e0 vicina di Arezzo. Pi\u00f9 a Ovest, le<b>\u00a0Colline Pisane<\/b>\u00a0che si trovano a Sud-Est di Pisa: qui abbiamo vini pi\u00f9 morbidi e fruttati adatti anche ad affinamento. I vigneti dei\u00a0<b>Colli Senesi<\/b>\u00a0arrivano fino a San Gimignano e scendono fino a Montalcino e Montepulciano, i vini sono freschi e fruttati ma anche propensi all\u2019invecchiamento.\u00a0<b>Montalbano\u00a0<\/b>si trova a Ovest di Firenze e a Sud di Pistoia confinando con Carmignano.\u00a0<b>Il secondo gruppo<\/b>, ovvero I<b>\u00a0Colli Fiorentini<\/b>, con\u00a0<b>Montespertoli<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Rufina,<\/b>\u00a0hanno il pregio di produrre vini pi\u00f9 strutturati e pi\u00f9 adatti all\u2019affinamento e possono essere etichettati come Riserva. I Colli Fiorentini confinano con Rufina in Chianti a Pontassieve e scendono fino a Firenze. Il Chianti Montespertoli, si sovrappone a tratti ai Colli Fiorentini, tende ad usare Sangiovese in purezza ed ha caratteristiche di tannini vellutati e profumi spiccati di violetta. Rufina esprime vini corposi che possiedono un alto tasso di acidit\u00e0, componenti importanti per l\u2019invecchiamento. Arriviamo finalmente a \u201ccolui\u201d che pi\u00f9 di tutti forse rappresenta uno dei pi\u00f9 grandi utilizzi che si \u00e8 fatto relativamente alla produzione di vino contenente Sangiovese: il\u00a0<b>Brunello di Montalcino<\/b>. Prodotto sulle colline che circondano l\u2019antica citt\u00e0 di Montalcino, dove si produceva vino fin dal Medioevo, era inizialmente un vino dalle mediocri caratteristiche fino alla met\u00e0 dell\u2019800, quando intervenne\u00a0<b>il capostipite della famiglia Biondi Santi, Clemente Santi<\/b>, che cre\u00f2 un vino superiore chiamato\u201d Vino Rosso Scelto\u201d. Questo vino straordinario vinse importanti premi alle esposizioni di Londra e Parigi e anche in Italia. Alcuni anni dopo, il nipote Ferruccio Biondi Santi continu\u00f2 a valorizzare cloni del vitigno Sangiovese Grosso e nel 1964 Tancredi Biondi Santi avvi\u00f2 le pratiche per il riconoscimento della Docg. Da allora il Brunello di Montalcino ha l\u2019obbligo di invecchiare per un totale di quattro anni, due dei quali in botte. La Riserva viene affinata invece per cinque anni. Oggi la propriet\u00e0 familiare della Cantina Biondi Santi \u00e8 passata con quote di maggioranza al gruppo francese Epi di Christopher Descours, con la guida della cantina rimasta a\u00a0<b>Jacopo Biondi Santi<\/b>, figlio di Franco, affiancato dal figlio Tancredi, settima generazione di Famiglia. Va ovviamente anche menzionato il fratello \u201cminore\u201d(accezione espressa con grande rispetto ovviamente) del Brunello, il\u00a0<b>Rosso di Montalcino<\/b>: Doc dal 1984 e prodotto con stessa variet\u00e0 di Sangiovese Grosso, ha caratteristiche di pi\u00f9 bassa gradazione, sapori di frutti di bosco e fiori rossi, fresco e acido e con affinamento solo di un anno. La Toscana ci offre per\u00f2 altri nobili esempi (qui \u00e8 proprio il caso di dirlo) di utilizzo di questo vitigno come il\u00a0<b>Vino Nobile di Montepulciano<\/b>, ottenuto con Sangiovese che prende il nome di Prugnolo Gentile. Il Vino Nobile di Montepulciano, che divent\u00f2 \u201cNobile\u201d nel XVII secolo (attributo aggiunto per indicare qualit\u00e0 eccezionale) ha uvaggio di Sangiovese 70% e Canaiolo Nero con la possibilit\u00e0 di altre uve aggiunte: oggi tutelato dalla Docg, deve invecchiare due anni prima di essere messo sul mercato. Sempre della stessa zona, viene creato il\u00a0<b>Rosso di Montepulciano<\/b>\u00a0che ha la stessa percentuale di Sangiovese ma che viene vinificato con gradazione alcolica pi\u00f9 bassa ed \u00e8 vino pi\u00f9 immediato. Nella bellissima zona di Scansano invece, troviamo un\u2019altra magia dei toscani, ossia Il<b>\u00a0Morellino\u00a0<\/b>(di Scansano, appunto) che nasce sulle colline ventilate di Grosseto, tra i fiumi Ombrone ed Albegna e dove i produttori curano la produzione di rossi austeri ed affascinanti: storicamente la loro fortuna inizi\u00f2 quando si increment\u00f2 la richiesta del Chianti ed alcuni produttori chiantigiani acquistarono parecchi terreni nella zona, impreziosendo cos\u00ec il valore di quel territorio. Oggi a Scansano abbiamo cantine nuove e di pregio per un vino importante, ricco di struttura e adatto anche all\u2019affinamento. Il Morellino di Scansano, oggi Docg, viene prodotto con uve Sangiovese alle quali possono essere aggiunte altre uve a bacca rossa. L\u2019invecchiamento di due anni poi, consente la dicitura Riserva. Continuiamo la nostra passeggiata virtuale nel regno del Sangiovese, con un altro simbolo di questa terra e di questo vitigno: il\u00a0<b>Carmignano.\u00a0<\/b>Prodotto nei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano in provincia di Prato, rappresenta una Docg nella quale al Sangiovese \u00e8 permessa l\u2019aggiunta di Cabernet Sauvignon ed il vino deve essere affinato per almeno 18 mesi. Per la \u201cRiserva\u201d bisogna attendere tre anni ed in questa tipologia, \u00e8 decisamente un vino dalla grande longevit\u00e0. Prima di terminare il nostro viaggio tra le righe del nostro Magazine e di gustarci, a questo punto, un meritato bicchiere di Sangiovese sotto la forma che pi\u00f9 ci aggrada (ne abbiamo elencate abbastanza per consentirvi la scelta migliore), non possiamo non \u201cinchinarci\u201d di fronte ad un territorio che ha reso non solo la Toscana, ma l\u2019Italia intera, una delle mete pi\u00f9 ambite per gli appassionati del mondo del grande Vino:\u00a0<b>Bolgheri.\u00a0<\/b>La sola denominazione \u00e8 sinonimo ormai di alta qualit\u00e0 e vanto regional-nazionale: copre la produzione vitivinicola del Comune di Castagneto Carducci.\u00a0<b>La Doc arriva nel 1994<\/b>\u00a0e la cantina con il marchio pi\u00f9 blasonato (ma tante ce ne sono) \u00e8 certamente Sassicaia, vino prodotto con vitigni Cabernet Sauvignon all\u201980 %, ma con il Sangiovese componente importante nel\u00a0<b>Bolgheri Rosso<\/b>\u00a0e\u00a0<b>Bolgheri Rosato<\/b>. Non aggiungiamo altro su Bolgheri perch\u00e9 \u00e8 un territorio che va visitato, respirato e soprattutto \u201cbevuto\u201d e le parole non basterebbero a descrivere l\u2019eleganza e la maestosit\u00e0 dei prodotti enologici che la grande maestria e passione dei toscani hanno saputo regalare non solo a noi italiani, ma al Mondo intero. Siamo al capolinea di questo nostro primo approfondimento sul mondo dei vitigni, fatto mediante un viaggio virtuale che ha percorso il tempo e le sue evoluzioni, attraverso la sua perla rossa pi\u00f9 preziosa: \u201cSua Maest\u00e0\u201d il Sangiovese.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSua Maest\u00e0\u201d. Il \u201cRe rosso\u201d dei vitigni italiani, certamente il vitigno a bacca rossa pi\u00f9 conosciuto in Italia ed il pi\u00f9 diffuso della zona centrale della Penisola. 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