{"id":97178,"date":"2021-07-30T07:35:01","date_gmt":"2021-07-30T05:35:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=97178"},"modified":"2021-07-30T07:35:01","modified_gmt":"2021-07-30T05:35:01","slug":"breve-storia-del-nostro-consumo-vino-un-brindisi-alle-migliaia-anni-col-calice-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=97178","title":{"rendered":"Breve storia del nostro consumo di vino: un brindisi alle migliaia di anni col calice in mano"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019inizio del Neolitico, tra i 10000 e i 9000 anni fa, alcuni nostri antenati dimenticarono dell\u2019uva all\u2019interno di un recipiente. Qualche tempo dopo, alla riapertura, trovarono un liquido dal colore intenso e dal profumo inebriante, che oggi noi sappiamo essere stato il prodotto di un processo di fermentazione naturale.<\/p>\n<p>Qualcuno di loro avr\u00e0 assaggiato la strana bevanda e immaginiamo che debba averne apprezzato il gusto, perch\u00e9 gi\u00e0 poche migliaia di anni dopo, intorno al 4100 a.C., esistevano aziende vinicole ante litteram come quella di Areni, in Armenia, che offre la pi\u00f9 antica testimonianza di una produzione vinaria organizzata. La domanda di mercato, insomma, doveva essere gi\u00e0 ingente.<\/p>\n<p>Sin dal momento in cui ha scoperto come produrlo, l\u2019uomo non ha pi\u00f9 smesso di sorseggiare vino, una storia d\u2019amore che si \u00e8 andata arricchendo nel tempo di sapori e fragranze, di veri e propri rituali degustativi di elegante convivialit\u00e0.<\/p>\n<p>Nella Grecia antica esisteva una tipologia di vasellame appositamente ideata perch\u00e9 il vino \u2013 il celebre vino puro, quello con il quale Odisseo riesce a rendere ebbro Polifemo, miscelato per\u00f2 ad acqua, che ne ingentilisce gli effetti disastrosi sperimentati dal Ciclope, e arricchito con spezie \u2013 venisse versato interamente nelle coppe (kylikes) senza che nemmeno una goccia andasse perduta: il nome di questo vaso \u00e8 oinochoe (da oinos, vino, e il verbo cheo, versare) e nella sua versione pi\u00f9 riconoscibile ha un orlo trilobato, un collo pi\u00f9 o meno basso e un ampio corpo ovoidale.<\/p>\n<p>Il vino in Grecia \u00e8 stato protagonista di dibattiti filosofici, di musica e giochi \u2013 come il c\u00f2ttabo, un tiro al bersaglio armati dell\u2019ultima goccia della propria coppa \u2013 nel corso dei celebri simposi, divenendo cos\u00ec motore di conversazioni politiche e dissertazioni sulle pi\u00f9 alte questioni morali ma anche di scherzi e avances pi\u00f9 o meno andate in porto. Di vino, tra le altre cose, hanno cantato nelle loro odi poeti lirici straordinari come Alceo, Archiloco e Anacreonte, che ne hanno lodato il potere quiescente, il conforto dato all\u2019animo abbattuto, il tepore che regala nei mesi invernali mentre al di fuori imperversa il gelo.<\/p>\n<p>Anche i poeti romani celebravano, alla greca, gli effetti benefici del vino. Memorabili le odi in proposito di Quinto Orazio Flacco, poeta di et\u00e0 augustea, che in un componimento (il 21esimo del III libro) addirittura, utilizzando la terminologia e le movenze di una preghiera sacra ad una qualche divinit\u00e0, con l\u2019ironia che gli \u00e8 propria, invitava l\u2019anfora appesa alla parete a scendere, come una dea, per riscaldare gli animi pi\u00f9 duri, per portare un sonno pacifico, per dare speranza alle menti ansiose.<\/p>\n<p>Il vino menzionato in quell\u2019ode \u00e8 il famoso Massico. I romani consumavano anche vini greci, in special modo quelli di Chio e di Lesbo, ma avevano una chiara predilezione per quelli italici, frutto di una lunga tradizione viticola. Il C\u00e8cubo era uno dei pi\u00f9 pregiati, ma quello in assoluto pi\u00f9 celebre e consumato era il Falerno. Una testimonianza eccezionalmente conservatasi della variet\u00e0 dei vini disponibili per il palato di un avventore romano del 79 d.C. la si trova ad<\/p>\n<p>Ercolano, nella famosa \u201clocanda\u201d cosiddetta ad cucumas, che reca all\u2019esterno un vero e proprio listino prezzi affrescato a beneficio dei clienti.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 in epoca romana la zona di Narbonne e di Bordeaux, all\u2019epoca parte della Gallia Narbonense, espanse a tal punto i suoi commerci di vino invecchiato in botti di rovere che a Roma, nel tentativo di tutelare gli interessi economici dei produttori italici, emanarono una legge che limitava la produzione del concorrente vino \u201cfrancese\u201d. Oggi sappiamo bene che l\u2019avanzata del pregiato Bordeaux sarebbe stata inarrestabile: 12 bottiglie di rosso sono addirittura volate nello spazio a bordo della Dragon 2 della Space X.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 il Medioevo a perfezionare le tecniche di viticoltura, specialmente nei monasteri, che erano luoghi di sperimentazione produttiva \u2013 anche viticola \u2013 oltre che centri religiosi. Un miglioramento della qualit\u00e0 e del gusto dei vini si accompagna in quei lunghi secoli all\u2019introduzione dei tappi in sughero, protagonisti indiscussi di tutti i brindisi pi\u00f9 importanti delle nostre vite, e delle bottiglie di vetro, materiale che ha un ruolo fondamentale nella conservazione. Una curiosit\u00e0: la pi\u00f9 antica bottiglia contenente vino \u00e8 stata rinvenuta in una tomba romana a Spira, in Germania, ancora sigillata, e risale alla prima met\u00e0 del IV secolo d.C.<\/p>\n<p>Nell\u2019epoca cristiana il vino ha mantenuto un ruolo liturgico e simbolico fondamentale: dalle libagioni e sacrifici passa infatti ad essere \u201ccorpo di Cristo\u201d, nel rituale dell\u2019Eucaristia che dal 1215 prevede il dogma della transustanziazione.<\/p>\n<p>Ma il vino nei secoli successivi della vita della Chiesa \u00e8 stato anche un ospite fisso e graditissimo delle lussuose cene tra cardinali, nelle quali si cementavano alleanze da spendere nel successivo conclave e, talvolta, si faceva sciogliere nel calice di un nemico una dose fatale di veleno. In altri, altrettanto sontuosi, palazzi, il vino dei secoli XIV-XVII ha agevolato le conversazioni tra intellettuali e artisti, ha consolato il dolore di tante perdite, conciliato il sonno di molte menti turbolente, nutrito l\u2019ira o la vendetta di altre, e ha festeggiato con papi, principi e sovrani vittorie militari e successi politici.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di quest\u2019anno alcuni degustatori hanno sorseggiato per la prima volta nella storia un vino invecchiato al di fuori dell\u2019atmosfera terrestre, che aveva trascorso 14 mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.<\/p>\n<p>Insomma, che si tratti di un simposio, della tavola di un sovrano o dell\u2019orbita terrestre, quello tra la mano dell\u2019uomo e un calice di vino con il suo miscuglio di sapori, aromi e colori, \u00e8 un sodalizio che sembra destinato ad \u201cinvecchiare bene\u201d, come vuole il proverbio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio del Neolitico, tra i 10000 e i 9000 anni fa, alcuni nostri antenati dimenticarono dell\u2019uva all\u2019interno di un recipiente. 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