{"id":97951,"date":"2021-08-24T19:20:10","date_gmt":"2021-08-24T17:20:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=97951"},"modified":"2021-08-24T19:20:10","modified_gmt":"2021-08-24T17:20:10","slug":"vite-colte-larte-della-vinificazione-alta-qualita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=97951","title":{"rendered":"VITE COLTE  L\u2019ARTE DI COLTIVARE LA VITE"},"content":{"rendered":"<p>Il progetto Vite Colte nasce da sperimentazioni in vigneto a partire dal 1988 e si concretizza a Barolo (Cuneo) con le prime etichette uscite sul mercato nel 2016. Oggi coinvolge 180 viticoltori piemontesi che coltivano un totale di oltre 300 ettari di vigneti, questi ultimi selezionati secondo criteri ben precisi \u2013 dalle base rese per ceppo alla corretta nutrizione della pianta, dalla gestione manuale della vegetazione e della vendemmia all\u2019impiego di tecniche della produzione integrata o biologica \u2013 che formano parte integrante della filosofia alla base di Vite Colte. Tale filosofia mira a unire l\u2019antico e il moderno \u2013 e precisamente i tradizionali saperi contadini da una parte, gli avanzamenti della ricerca e delle conoscenze scientifiche in materia di viticoltura dall\u2019altra \u2013 al fine di creare un prodotto finale caratterizzato da una qualit\u00e0 di primo livello, frutto innanzitutto di una gestione dei vigneti votata alla sostenibilit\u00e0 e al rispetto dell\u2019ecosistema. In questo senso diventa fondamentale per i singoli soci viticoltori &#8211; a ognuno dei quali \u00e8 riservata una partizione non eccessivamente grande dei 300 ettari complessivi dislocati tra Langa e Monferrato. Pilastro del progetto \u00e8 lo staff dei tecnici guidati dall\u2019enologo Bruno Cordero e dall\u2019agronomo Daniele Eberle, che supervisionano e insieme garantiscono l\u2019aderenza dei produttori al protocollo qualitativo.<\/p>\n<p>Una volta conferiti nella cantina di Vite Colte nel comune di Barolo, i prodotti delle vigne saranno oggetto di vinificazioni e affinamenti che li trasformeranno in alcuni tra i vini pi\u00f9 rappresentativi del progetto Vite Colte, tutti a loro volta espressione del pi\u00f9 prezioso patrimonio enologico piemontese: si va infatti dai tre Barolo Essenze \u2013 ognuno accompagnato in etichetta dalle menzioni degli specifici comuni di produzione, \u201cBarolo\u201d, \u201cSerralunga d\u2019Alba\u201d e \u201cMonforte d\u2019Alba\u201d \u2013 al Barbera d\u2019Asti Superiore DOCG La Luna e i Fal\u00f2 \u2013 con un evidente richiamo a Cesare Pavese che si ritrova anche in altre etichette di Vite Colte \u2013 dal Piemonte Moscato Passito La Bella Estate alla new entry Alta Langa Cinquecento.<\/p>\n<p>La cantina di Vite Colte, peraltro, merita una menzione particolare non solo per la qualit\u00e0 elevatissima dei vini che da essa escono alla conquista del mercato italiano e internazionale, ma anche per le peculiarit\u00e0 della costruzione che la ospita. Ideata dall\u2019architetto Gianni Arnaudo, inaugurata nel 2000 ed ulteriormente ampliata nel 2010, il progetto \u00e8 stato insignito del premio internazionale di architettura Dedalo &#8211; Minosse nel 2006, anno in cui \u00e8 stato anche esposto nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia. L\u2019estetica della costruzione \u00e8 profondamente<\/p>\n<p>legata all\u2019architettura delle Langhe, da cui sono stati isolati alcuni segni reinterpretati in nuove tipologie contemporanee, e lo stesso vale anche per elementi tipici dell\u2019architettura rurale piemontese: si va cos\u00ec, per fare solo alcuni esempi, dalle linee curve del tetto, che richiamano vagamente il profilo delle colline delle Langhe, al legno lamellare ricurvo con cui sono realizzate le strutture essenziali dell\u2019opera, ricordo del materiale e dell\u2019antica tecnologia di costruzione delle botti, dalla copertura in coppi alla particolare tonalit\u00e0 di rosso delle parti murarie ai tralicci in legno ai quali i contadini appendevano ad essiccare il granoturco.<\/p>\n<p>All\u2019interno della struttura, poi, una passerella in acciaio, legno e cristallo si snoda per quasi un chilometro attraverso un vero e proprio itinerario didattico e culturale, che potr\u00e0 anche essere arricchito dalla degustazione dei vini e che in ogni caso permetter\u00e0 di osservare le varie fasi della produzione, dalla vinificazione fino all\u2019imbottigliamento, transitando, nell\u2019ordine, nella Sala dei Nebbioli detta \u201cdella tradizione\u201d, nella cantina tecnologica, che ospita le vasche di fermentazione e stoccaggio, nella Sala delle Barbere, anche detta delle \u201cbarriques\u201d, e infine nella Sala Imbottigliamento.<\/p>\n<p>Ad abbellire e insieme arricchire di contenuto culturale il percorso appena descritto contribuiscono infine sia la mostra permanente \u201cLe Stagioni del Vino\u201d, dedicata a Vite Colte e realizzata appositamente per l\u2019itinerario di visita dal noto street artist italiano Maupal \u2013 otto disegni che ripercorrono, con stile pop e intento formativo, le diverse fasi della vinificazione, dalla pigiatura alla vinificazione in bianco o in rosso, dalla fermentazione malolattica alla maturazione in botte grande o in botte piccola fino alla spumantizzazione con metodo Martinotti o con metodo Classico \u2013 sia la mostra fotografica dedicata ai viticoltori, con questi ultimi ritratti in otto panelli mentre operano nei vigneti in altrettanti momenti dell\u2019anno di produzione, dalla potatura alla legatura, dalla palizzatura al controllo dell\u2019allegagione, dalla sfogliatura al diradamento, dalla vendemmia alla vendemmia tardiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto Vite Colte nasce da sperimentazioni in vigneto a partire dal 1988 e si concretizza a Barolo (Cuneo) con le prime etichette uscite sul mercato nel 2016. 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