{"id":98493,"date":"2021-09-05T20:31:03","date_gmt":"2021-09-05T18:31:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=98493"},"modified":"2021-09-05T20:31:03","modified_gmt":"2021-09-05T18:31:03","slug":"i-falsi-miti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=98493","title":{"rendered":"I falsi miti&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019assenza di una conoscenza specifica (in qualsiasi ambito), spesso ci assoggetta a comportamenti e rituali che ripetiamo in continuazione senza porci domande. La vita spesso, a causa della frenesia del suo scorrere, non lascia spazio a domande sulle quali riflettere o a considerazioni che possano indurre ad approfondimenti. Questa \u00e8 la vita, questo il suo scorrere veloce. Ci sono ambiti poi in cui la domanda se sia giusto o sbagliato agire in un determinato modo, non trova spazio proprio perch\u00e9 \u00e8 da sempre cos\u00ec e quindi il subconscio non trova lo stimolo per un\u2019analisi riflessiva. Uno di questi ambiti \u00e8 strettamente legato alla nostra filiera enogastronomica ed ecco che la Tavola, che di essa rappresenta una sorta di cornice perfetta, inizia ad essere una \u201cpericolosa\u201d palestra di esercizi di stile non corretti. Ce ne sarebbero tanti di esempi da portare alla luce, uniti ad altrettante azioni correttive da apportare, ma non \u00e8 importante snocciolarne l\u2019elenco completo, quanto, piuttosto, capire il perch\u00e9 sia sbagliato portare avanti rituali che gli studi e gli approfondimenti hanno rivelato, nel tempo, essere non corretti. Quante volte ci siamo trovati di fronte ad un trionfo di ostriche accompagnate in abbinamento allo Champagne o a del Franciacorta (che sarebbe comunque meglio in linea di principio in quanto prodotto nostrano\u2026) ritenendo di trovarci davanti ad uno dei migliori connubi esistenti a Tavola? La risposta \u00e8: sempre! Ecco qui che crolla il primo mito, che si sgretola una delle tante certezze degli amanti della buona Tavola. Ci sono poche cose pi\u00f9 sbagliate dell\u2019abbinamento ostriche &amp; bollicina. L\u2019ostrica, infatti, produce in maniera naturale una sensazione zincosa che a contatto con la Co2 genera delle note metalliche sul palato, ma nessuno ci fa caso perch\u00e9 nell\u2019immaginario collettivo accostare un\u2019ostrica ad un bicchiere di bollicine rappresenta l\u2019estasi dei sensi, l\u2019abbinamento pi\u00f9 sexy che esista e quindi non ci sono discussioni. Sostituite la bollicina con uno Chablis e troverete un perfetto equilibrio tra le due componenti!. Lo Chablis cresce su di un terreno formato da stratificazioni millenarie di fossili marini il 90 % dei quali \u00e8 composto proprio da gusci d\u2019ostrica: al palato troverete un\u2019armonia senza eguali e sarete voi stessi a non considerare pi\u00f9 la bollicina quando si parla di ostriche. A quanti matrimoni, feste di laurea, compleanni avete partecipato che sono terminati con l\u2019inevitabile \u201cdolce chiusura\u201d composta da una bella torta accompagnata da un prodotto spumantistico (Trento Doc, Franciacorta, Champagne etc etc\u2026)? Vogliamo dire il 90% delle volte? Sta per crollare il secondo mito\u2026Le corrette regole dell\u2019abbinamento, infatti, prevedono sempre una contrapposizione tra la tendenza del piatto e quella del vino tranne per quanto riguarda il dolce: il dolce vuole il dolce! Non lasciate che un Brut contrasti senza necessit\u00e0 il vostro dessert ma lasciate che esso si accompagni, a seconda della sua tipologia, ad un meraviglioso Moscato d\u2019Asti o ad un passito ad esempio. Fatelo consapevolmente e vi si apriranno nuove sensazioni che vi aiuteranno a capire la giustezza della vostra scelta. La sensazione di saziet\u00e0 (per non dire di pesantezza) che spesso accompagna la fine di una cena tra amici nella quale magari si \u00e8 esagerato un po&#8217; con il cibo e con il vino, spessissimo si cerca di attenuarla con la richiesta di un bel bicchiere di grappa o di amaro. E\u2019 in arrivo la distruzione (in questo caso il termine \u00e8 quanto mai azzeccato) del terzo mito, della terza leggenda popolare. Ponetevi questa domanda: secondo voi, aggiungere 40\/45\u00b0 di alcol ad un processo digestivo, lo accelera o lo rallenta? La risposta non c\u2019\u00e8 neanche bisogno di scriverla eppure, il nostro cervello \u00e8 talmente plasmato dalle consuetudini, che addirittura ci autoconvince che quel bicchiere che trasuda una gradazione alcolica cos\u00ec elevata, sia in grado di aiutarci in quel momento di oggettiva pesantezza portandoci fino ad una compiaciuta esclamazione del tipo \u201cAh\u2026adesso sto meglio!\u201d\u2026e magari ce ne prendiamo anche un ulteriore bicchiere! Attenzione, chi scrive \u00e8 un grande amante delle grappe e non vuole essere questo un <i>j\u2019accuse <\/i>nei confronti di questo prezioso liquido che accompagna spesso il finire delle nostre serate, ma semplicemente vuole aprire un ragionamento sul suo corretto utilizzo. Rispetto a quanto dibattuto finora, l\u2019importante \u00e8 partire da un presupposto fondamentale: non si tratta di essere pignoli n\u00e9 di voler contrastare necessariamente quelle che possiamo chiamare una sorta di tradizioni tramandate da sempre. Si tratta solo di dare una risposta ad un quesito: perch\u00e9 dobbiamo privare il nostro palato dell\u2019emozione che scaturisce da un piatto abbinato correttamente ad un vino? In fondo il piacere della Tavola \u00e8 proprio questo non credete? Non si tratta solo di riempire lo stomaco, ma di appropriarsi di un\u2019emozione consapevole che possa regalarci un giusto premio nel rispetto della tradizione e della convivialit\u00e0 si, ma sfatando dei falsi miti che ci privano delle giuste emozioni di quella Tavola di cui noi italiani dovremmo essere ambasciatori nel mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019assenza di una conoscenza specifica (in qualsiasi ambito), spesso ci assoggetta a comportamenti e rituali che ripetiamo in continuazione senza porci domande. La vita spesso, a causa della frenesia del suo scorrere, non lascia spazio a domande sulle quali riflettere o a considerazioni che possano indurre ad approfondimenti. 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