{"id":98862,"date":"2021-09-12T18:00:49","date_gmt":"2021-09-12T16:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=98862"},"modified":"2021-09-12T18:00:49","modified_gmt":"2021-09-12T16:00:49","slug":"le-grandi-dinastie-toscane-del-vino-frescobaldi-antinori-cecchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=98862","title":{"rendered":"LE GRANDI DINASTIE TOSCANE DEL VINO  FRESCOBALDI, ANTINORI E CECCHI"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che la Toscana \u00e8 una tra le regioni d\u2019Italia con la maggiore vocazione alla produzione vitivinicola ed \u00e8 altrettanto risaputo che esistono delle famiglie \u2013 delle vere e proprie dinastie \u2013 che, nel corso degli anni, quando non dei secoli, hanno legato il loro nome alla produzione di vini di altissima qualit\u00e0. In questo articolo parleremo di tre di loro.<\/p>\n<p>Cominciamo con la famiglia Frescobaldi, la cui attivit\u00e0 nel mondo della coltivazione dell\u2019uva \u00e8 cominciata pi\u00f9 di 700 anni fa ed \u00e8 oggi portata avanti sotto la guida di Lamberto Frescobaldi, esponente della trentesima generazione di questa dinastia. Attualmente il progetto vitivinicolo Frescobaldi \u2013 a cui si affianca comunque, nei 300 ettari di uliveto di propriet\u00e0 della medesima famiglia, la produzione di un pregiato olio extravergine di oliva \u2013 si estende su oltre 1300 ettari vitati e si articola in otto tenute, ognuna gestita come entit\u00e0 singola, con propri responsabili per la viticoltura, la vinificazione e l\u2019affinamento ma tutte ugualmente vocate alla produzione di vini di gran pregio: si va dalla Tenuta Castiglioni a Montespertoli, la storica tenuta di famiglia, dove nel XIV secolo cominci\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 vitivinicola dei Frescobaldi, a Castello Pomino; da Castello Nipozzano a Tenuta Perano a Gaiole in Chianti; dalla Tenuta CastelGiocondo di Montalcino alla Tenuta Ammiraglia di Magliano in Toscana; da Remole, nel comune di Sieci, fino alle vigne coltivate sull\u2019isola di Gorgona nell\u2019ambito di un progetto di collaborazione tra l\u2019istituto di pena dell\u2019isola e Frescobaldi, i cui enologi e agronomi \u2013 ormai fin dal 2012 \u2013 sovrintendono alla produzione vinicola portata avanti dai detenuti che, scontando in tal modo il periodo finale della loro pena, potranno poi spendere le competenze cos\u00ec acquisite nel percorso di reinserimento sociale. La produzione di queste tenute \u2013 a cui si affiancano, a completare l\u2019\u201dimpero\u201d Frescobaldi, aziende di alto prestigio quali Masseto e Ornellaia a Bolgheri (Livorno), Luce a Montalcino e Attems in Friuli Venezia Giulia \u2013 \u00e8 ispirata ad una ben precisa filosofia, quella di \u201ccoltivare la diversit\u00e0 toscana\u201d, ovvero ricavare dalle otto tenute vini capaci di sintetizzare al meglio le caratteristiche \u2013 naturali, fisiche, chimiche, geografiche e climatiche \u2013 del territorio nel quale sorge ciascuna di esse. Come spiega lo stesso Lamberto Frescobaldi, si tratta di \u00abfare parlare la terra e la diversit\u00e0 dei territori\u00bb, ognuno dei quali esprime \u2013 finanche nei sapori e negli aromi dei propri vini \u2013 una sfumatura peculiare della pi\u00f9 ampia vocazione toscana per la viticoltura.<\/p>\n<p>Quasi altrettanto antica \u2013 risalendo al 1385 \u2013 \u00e8 la storia vitivinicola del gruppo Antinori, peraltro inserito al nono posto assoluto \u2013 ma primo tra i marchi italiani \u2013 nella classifica \u201cThe Most Admired Wine Brands 2021\u201d stilata lo scorso aprile dal magazine americano Drinks International.<\/p>\n<p>L\u2019azienda \u00e8 oggi guidata dalla ventiseiesima generazione della famiglia, precisamente da tre donne \u2013 ovvero Albiera, Allegra e Alessia \u2013 affiancate dal padre, il marchese Piero Antinori \u2013 presidente onorario che ancora mantiene intatto quel misto di istinto e curiosit\u00e0 che negli anni \u201970 lo ha portato a creare il Tignanello, con il quale si avvi\u00f2 il cosiddetto Rinascimento del vino italiano \u2013 e dall\u2019amministratore delegato Renzo Cotarella, al vertice di propriet\u00e0 che comprendono realt\u00e0 storiche del vino, in Toscana ma anche in Italia, tutte gestite come aziende indipendenti e tra le quali si annoverano Badia a Passignano, P\u00e8ppoli, Antinori nel Chianti Classico, Pian delle Vigne a Montalcino, Tenuta Guado al Tasso a Bolgheri, Tenuta Montenisa in Franciacorta, Prunotto in Piemonte, Castello della Sala in Umbria e, a partire dallo scorso marzo, Jermann in Friuli Venezia Giulia. \u201cFuturo antico\u201d \u00e8 un motto che ben pu\u00f2 riassumere la strada seguita oggi da Antinori, proiettata al futuro &#8211; nella produzione ma anche nello stesso vertice aziendale, con una predominanza, lo si \u00e8 visto, di figure femminili \u2013 e allo stesso tempo ferma nella convinzione, da ultimo espressa in alcune interviste da Albiera Antinori, che, nei passaggi generazionali che si sono avuti e si avranno in una realt\u00e0 come questa, \u00abnon si tramanda solo un patrimonio, agricolo e immobiliare, un\u2019attivit\u00e0, un nome\u00bb; piuttosto si tramandano \u00abvalori: identit\u00e0, principi per cui manca soluzione di continuit\u00e0\u00bb e di cui essere orgogliosi, trattandosi della propri storia.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-98864 alignleft\" src=\"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/d1-300x144.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"144\" \/><\/p>\n<p>Pi\u00f9 recente, ma non meno prestigiosa la storia della famiglia Cecchi, che dalla fondazione dell\u2019attivit\u00e0 nel 1893, ad opera di Luigi Cecchi, che aveva iniziato come assaggiatore di vini, e attraverso le quattro generazioni che si sono succedute alla sua guida \u2013 fino ad arrivare all\u2019attuale gestione di Andrea e Cesare Cecchi \u2013 ha vissuto, parallelamente alla propria crescita ed affermazione anche il passaggio novecentesco attraversato dal vino italiano, passato in meno di un secolo da alimento contadino a marchio di eccellenza, apprezzato in patria come nel resto del mondo. Mantenendo la preziosa esperienza ereditata, i due fratelli che oggi guidano l\u2019impresa hanno focalizzato l\u2019attenzione sulla sostenibilit\u00e0 produttiva e sulla produzione di vini realizzati per esprimere il territorio di provenienza, garantendo stimolanti prospettive e sempre nuovi mercati. La sede a Castellina in Chianti e i vigneti posti nelle principali aree della Toscana favoriscono la produzione dei vini simbolo della regione come il Chianti Classico DOCG, il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, il Brunello di Montalcino DOCG e il Morellino di Scansano DOCG. Cecchi \u00e8 presente anche in Umbria con la produzione del Sagrantino di Montefalco DOCG. Il sangiovese \u00e8 sicuramente il vitigno pi\u00f9 importante all\u2019interno dei 370 ettari vitati, nei quali trovano valorizzazione anche variet\u00e0 internazionali come il merlot e il cabernet sauvignon. L\u2019azienda produce inoltre un rosso a denominazione Toscana IGT, il \u201cCoevo\u201d, che pu\u00f2 essere a tutti gli effetti annoverato tra i grandi Supertuscan. Il nome Cecchi \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai sinonimo di grandi rossi toscani, un\u2019azienda dove l\u2019esperienza e la passione per il territorio si esprimono attraverso una perfetta combinazione tra innovazione e tradizione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 noto che la Toscana \u00e8 una tra le regioni d\u2019Italia con la maggiore vocazione alla produzione vitivinicola ed \u00e8 altrettanto risaputo che esistono delle famiglie \u2013 delle vere e proprie dinastie \u2013 che, nel corso degli anni, quando non dei secoli, hanno legato il loro nome alla produzione di vini di altissima qualit\u00e0. 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