{"id":98934,"date":"2021-09-14T08:19:32","date_gmt":"2021-09-14T06:19:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/?p=98934"},"modified":"2021-09-14T08:19:32","modified_gmt":"2021-09-14T06:19:32","slug":"famiglia-ed-impresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/wineandluxury.eu\/?p=98934","title":{"rendered":"FAMIGLIA ED IMPRESA"},"content":{"rendered":"<p>Cinque Generazioni della Famiglia Carpen\u00e8, impegnate sin dal 1868 nella produzione di Spumanti e Distillati. Storia, ricerca ed innovazione, la ricetta per il perseguimento continuo dell\u2019eccellenza<\/p>\n<p>Fu l\u2019inseguimento di un sogno, che nel 1868 fece nascere la \u201cSociet\u00e0 Enologica Trivigiana\u201d, divenuta poi l\u2019attuale \u201cCarpen\u00e8 Malvolti\u201d. Il sogno era quello di Antonio Carpen\u00e8, che voleva riuscire a produrre in Italia un vino spumeggiante e festoso che fino ad allora solo i Francesi sapevano fare. Un vino con una specificit\u00e0 socio-economica; avrebbe dovuto essere \u201cdemocratico\u201d, ovvero essere accessibile a tutti. Nel 1858 si iscrisse all\u2019Universit\u00e0 di Padova; tuttavia i moti del 1859 risvegliarono in Antonio l\u2019amor di Patria. Si trasfer\u00ec quindi in Piemonte e successivamente nel 1860, convinto garibaldino, prese parte alle battaglie per l\u2019Indipendenza dal giogo asburgico ed alla seconda spedizione dei Mille fino alla battaglia del Volturno, per poi seguire Garibaldi nel 1866 nella battaglia di Bezzecca. Nell\u2019agosto del 1861 si diploma all\u2019Universit\u00e0 di Pavia in Farmaceutica e l\u2019anno successivo, sempre alla stessa Universit\u00e0, si laurea in Chimica.<\/p>\n<p>Grande uomo di cultura, ebbe un incarico all\u2019Universit\u00e0 di Bologna, anche se le lezioni preferiva tenerle dall\u2019alto di una sedia o di un carretto nelle piazze venete, dove esortava i contadini ad aggiornarsi. Trasform\u00f2 la sua passione per la Patria in amore per la terra e per la vite; pianta che meglio di ogni altra rappresenta il carattere di un Territorio e l&#8217;anima dei suoi abitanti.<\/p>\n<p>L\u2019originalit\u00e0 di questo Scienziato Garibaldino emerse anche nei nomi dei suoi figli; Rubidio il secondogenito ed Etile il quartogenito, a cui spettarono in seguito le redini della Cantina. \u00c8 risaputo che volesse chiamare la sua terza figlia Enocianina (uno dei pigmenti della buccia dell\u2019uva) ma incontr\u00f2 il rifiuto della moglie, che prefer\u00ec optare per Maria. Per non venir meno alla tradizione la stessa Maria, parecchi anni pi\u00f9 avanti, scelse Iridio come nome per un altro figlio confermando la tradizione dei chimici Carpen\u00e8.<\/p>\n<p>Mentre si pensava all&#8217;Unit\u00e0 d&#8217;Italia, il chimico garibaldino sognava di avviare una cantina che producesse vini veneti ed una Scuola Enologica dove poter divulgare la cultura ed il rispetto per la terra e la vite; il patrimonio pi\u00f9 importante per la gente di Conegliano e dei colli intorno, coltivati a vite anche duemila anni prima. Per gli abitanti di quelle terre, il vino era il prodotto pi\u00f9 importante gi\u00e0 nel Cinquecento come testimoniano gli apprezzamenti dell\u2019Imperatore Carlo V di passaggio nel 1532 &#8211; che lo defin\u00ec eccellentissimo &#8211; e nel 1574 al passaggio di Enrico III Re di Polonia &#8211; che si recava a Parigi per diventare il sovrano della Francia &#8211; la comunit\u00e0 fece sgorgare dalla fontana del Nettuno il vino bianco dei colli.<\/p>\n<p>Fu l&#8217;accademico Francesco Maria Malvolti a citare per la prima volta il Prosecco nei resoconti di una riunione del 1772 all&#8217;Accademia di Agricoltura, mentre nel 1850 il conte Marco Giulio Balbi Valier isola e seleziona il vitigno del Prosecco. \u00c8 in questo contesto ricco di stimoli ed in questo Territorio particolarmente vocato alla coltivazione dell\u2019allora vitigno Prosecco, oggi denominato Glera, che Antonio Carpen\u00e8, chimico, studioso e ricercatore &#8211; in contatto con K\u00f6ch, Pasteur e con i pi\u00f9 importanti Scienziati dell&#8217;epoca &#8211; scrive i suoi trattati di enologia e si avvicina all&#8217;agricoltura esortando i contadini a credere nella terra, nella qualit\u00e0 dei prodotti e ad investire sui filari.<\/p>\n<p>Da questi incitamenti, da questi consigli gridati con passione da pulpiti improvvisati nelle piazze nasce quel rapporto di fiducia e di stima che ancora oggi lega gli attuali Viticoltori e la Cantina.<\/p>\n<p>Nel 1868, Antonio Carpen\u00e8 fonda la Societ\u00e0 Enologica della Provincia di Treviso a cui successivamente fu annessa la distilleria a vapore, come riporta un&#8217;insegna di fine Ottocento. Cos\u00ec Antonio riusc\u00ec a portare a termine quella che lui stesso considerava la sua missione; fondare una Societ\u00e0, con l\u2019obiettivo di fornire al consumatore vini di alta qualit\u00e0 della Marca Trevigiana.<\/p>\n<p>Fu primo in Italia a produrre Spumanti, utilizzando sistemi qualificati e scientificamente controllati e non empirici come era uso all\u2019epoca. Ad Antonio Carpen\u00e8 va anche il merito di aver studiato ed ideato il metodo per spumantizzare le uve Prosecco.<\/p>\n<p>L\u2019amore per la terra, per la cultura e per il vino, port\u00f2 Antonio Carpen\u00e8 a fondare la Scuola Enologica di Conegliano, che fino alla riforma Gentile fu una sorta di Ateneo del Vino ed ancora oggi \u00e8 uno degli Istituti pi\u00f9 prestigiosi d\u2019Italia. Per l&#8217;impegno profuso a favore della crescita dell&#8217;Enologia Italiana e per aver fatto di Conegliano la patria del Prosecco &#8211; a cui dal 2009 \u00e8 stata riconosciuta la D.O.C.G. &#8211; la citt\u00e0 ha dimostrato la propria riconoscenza intestandogli una strada ed un busto in suo onore, posizionato davanti alla Scuola Enologica a cui da sempre sono rimasti legati tutti i discendenti Carpen\u00e8; dal 2002 gli \u00e8 stata anche dedicata la sede del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia.<\/p>\n<p>Ad Etile spett\u00f2 il compito di seguire le orme paterne, dopo la prematura scomparsa nel 1902. Fu allora che dovette rientrare dalla sede di Monaco per portare avanti la Carpen\u00e8 Malvolti. A lui il merito di aver fatto risorgere la Carpen\u00e8 Malvolti in seguito alla distruzione avvenuta durante la Prima Guerra Mondiale, nonch\u00e9 di essere stato il primo, nel 1924, a chiamare il Prosecco con il nome del vitigno, inserendo in etichetta la descrizione \u201cProsecco Vino Pregiato Amabile dei Colli di Conegliano\u201d.<\/p>\n<p>Una determinazione che pioneristicamente conferisce al Vino Spumante prodotto su base Glera una precisa identit\u00e0 ed una specifica collocazione geografica, andando ad anticipare di 45 anni il primo riconoscimento ufficiale della denominazione D.O.C. \u2013 avvenuto nel 1969 \u2013 e di 85 anni quello della D.O.C.G. risalente invece al 2009.<\/p>\n<p>La fondamentale importanza che ha caratterizzato a suo tempo tale determinazione, tanto per l\u2019Impresa quanto per il Territorio nel suo complesso, ha fatto s\u00ec che la Famiglia ne traesse nel 2019 &#8211; in occasione del 95\u00b0 Anniversario dalla prima iscrizione in etichetta della dicitura Prosecco &#8211; nuovi spunti per celebrarla.<\/p>\n<p>Lo ha fatto producendo il \u201c1924 Prosecco\u201d, selezione unica e prima dedicata al Vino Spumante delle origini, che incarna la quintessenza dell\u2019impegno operato dalle cinque Generazioni della Famiglia Carpen\u00e8 e racconta la propria storicit\u00e0 anche attraverso il packaging, riproduzione vintage della prima etichetta commercializzata dalla Cantina proprio nel 1924.<\/p>\n<p>\u00c8 in quegli stessi anni che a Conegliano nasce, sulla scia della passione per la ricerca che i Carpen\u00e8 hanno da sempre saputo trasmettere ai loro concittadini, anche la stazione Sperimentale di Viticoltura ed Enologia dando cos\u00ec vita ad un&#8217;Istituzione dedita in maniera specifica alla ricerca scientifica capace di risolvere i tanti problemi che quotidianamente si presentavano ai Viticoltori.<\/p>\n<p>Sotto la guida di Etile, la Carpen\u00e8 Malvolti inizi\u00f2 la produzione della Grappa nell\u2019inconfondibile bottiglia a zucchetta, che tuttora rientra nella proposta della Cantina. L\u2019idea della bottiglia a forma di zucca gli venne<\/p>\n<p>prendendo spunto dalla tradizione dei Contadini della zona, che utilizzavano delle vere e proprie zucche secche e svuotate, come contenitori per una bevanda a base di acqua e distillato, che si portavano appresso per dissetarsi durante il lavoro nei campi. Per chiudere questa sorta di contenitore, utilizzavano dei tappi ricavati dal torsolo delle pannocchie di mais. La bottiglia di grappa a zucchetta della Carpen\u00e8 Malvolti, nasce infatti con un tappo a tutolo, di sughero con all\u2019estremit\u00e0 superiore un pezzo di pannocchia per ricordare questa tradizione.<\/p>\n<p>La tradizione di Famiglia si ripete nei nomi delle Generazioni successive ed anche nell&#8217;impegno per la produzione di vini di qualit\u00e0 e per le continue innovazioni tecnologiche applicate in Cantina, non venendo mai meno ai valori tradizionali ed al rapporto con i Viticoltori.<\/p>\n<p>Il successore di Etile \u00e8 Antonio; laureato a Bologna e Cavaliere del Lavoro, apport\u00f2 importanti cambiamenti ed innovazioni alla Cantina, dopo averla fatta risorgere in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, quando era divenuta presidio delle truppe alleate. Negli anni 1934-38 fu Antonio, ancora studente universitario, a perfezionare l&#8217;attuale sistema di produzione del Prosecco, ad impegnarsi nella sua difesa sul piano legislativo ed a introdurre continue migliorie tecnologiche oltre che a condurre un intenso piano di espansione per far assumere all\u2019Impresa le attuali dimensioni.<\/p>\n<p>Fu sempre la Carpen\u00e8 Malvolti &#8211; insieme a Gancia &#8211; una delle prime Cantine in Italia a produrre Vini Spumanti secondo il metodo Champenois (seconda fermentazione in bottiglia) e, nel 1975 Antonio &#8211; insieme ad altri nove produttori italiani di spumante &#8211; fond\u00f2 l&#8217;Istituto Italiano Spumante Metodo Classico, per garantirne la qualit\u00e0 ed educare il consumatore Italiano ad apprezzare lo Spumante Italiano, dal 1996 denominato &#8220;Talento&#8221; ed identificato da una &#8220;pupitre&#8221; stilizzata.<\/p>\n<p>Istituto di cui \u00e8 stato Presidente fino al 2001 Etile &#8211; Quarta Generazione dei Carpen\u00e8 ed attuale Presidente dell\u2019Azienda &#8211; continuando la tradizione di Famiglia nell&#8217;impegno per la valorizzazione del Prosecco nel mondo. Etile Carpen\u00e8, laureato in chimica pura all&#8217;Universit\u00e0 di Ferrara, uomo di grande cultura, seguendo la tradizione di Famiglia, \u00e8 continuamente impegnato nella ricerca e nell\u2019innovazione, con l\u2019obiettivo di porre l&#8217;Azienda sempre all&#8217;avanguardia tecnologica.<\/p>\n<p>Un sogno ed una visione sul futuro di una Famiglia che nel 2018 ha traguardato la tappa del 150\u00b0 Anniversario dalla Fondazione dell\u2019attivit\u00e0 d\u2019Impresa, rimasta saldamente in mano alla Famiglia Carpen\u00e8 che ancora oggi prosegue sul medesimo percorso tracciato dal Fondatore in termini di innovazione di prodotto ed altres\u00ec di processo. Cos\u00ec come anche nelle strategie di marketing e comunicazione, da sempre risorsa imprescindibile nella conduzione dell\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale, supportata da strumenti comunicativi perfettamente in linea con i tempi storici in cui le campagne si sono collocate.<\/p>\n<p>Il successo del Marchio &#8211; e del Prosecco pi\u00f9 in generale &#8211; a livello Nazionale ed Internazionale \u00e8 ascrivibile altres\u00ec ai rapporti di collaborazione, Istituzionale e non, che hanno accompagnato l\u2019Impresa e la sua storia, nonch\u00e9 lo sviluppo economico del Territorio nel suo complesso.<\/p>\n<p>Nella visione prospettica di Antonio Carpen\u00e8, c\u2019era anche un altro progetto ambizioso da portare a compimento. Aveva infatti per primo intravisto le potenzialit\u00e0 che il Territorio avrebbe potuto esprimere se al lavoro compiuto gi\u00e0 egregiamente dalla natura si fosse aggiunto l\u2019impegno dell\u2019uomo nel mantenerlo e preservarlo. Perch\u00e9 lo stato attuale di conservazione dei vigneti del Prosecco \u00e8 il risultato di un importante lavoro di adeguamento non del Territorio all\u2019attivit\u00e0 dell\u2019uomo bens\u00ec il contrario.<\/p>\n<p>Non \u00e8 la terra che si trasforma ma l\u2019approccio dei Viticultori alle caratteristiche dei propri vigneti e Antonio Carpen\u00e8 lo aveva capito prima di chiunque altro, scegliendo di condividere il suo sapere con i Viticultori affinch\u00e9 si potesse giungere, un giorno, alla messa a sistema del Territorio, risollevandolo dall\u2019incuria in<\/p>\n<p>cui versava a met\u00e0 Ottocento e rendendolo produttivo, in prospettiva di riportare benessere alle Famiglie e decoro al Paesaggio.<\/p>\n<p>Oggi, anche quell\u2019ambizioso progetto ha trovato realizzazione, con il riconoscimento ufficiale delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene come uno dei Siti Patrimonio dell\u2019Umanit\u00e0 Unesco, ottenuto a Luglio 2019 nella conferenza di Baku, in Azerbaijaan. Un lungo e meticoloso lavoro di ricostruzione storica durato oltre dieci anni, per un obiettivo raggiunto capitalizzando gli insegnamenti impartiti fin dall\u2019inizio da Antonio Carpen\u00e8 e dalle generazioni successive.<\/p>\n<p>L\u2019eredit\u00e0 di Antonio Carpen\u00e8 lasciata al Territorio in termini culturali, scientifici ed economici ha dunque un valore inestimabile; le sue innumerevoli ed autorevoli pubblicazioni sono state e sono ancora oggi fonte di ispirazione per tutti, poich\u00e9 in esse si possono leggere dettagliatamente sia le pratiche agronomiche che i metodi enologici, le componenti sociali ed economiche, i caratteri fisici e pedoclimatici e finanche gli aspetti colturali del Prosecco.<\/p>\n<p>Il rapporto tra il mondo culturale ed imprenditoriale per la Carpen\u00e8 Malvolti e per la Famiglia Carpen\u00e8 si innova proficuamente ancor oggi con Rosanna \u2013 esponente della Quinta Generazione &#8211; cresciuta tra i grappoli di Prosecco e l\u2019odore del mosto, che si dedica all\u2019Impresa e rappresenta il \u201cvolto giovane\u201d di un mondo che affonda le radici nel Territorio, da cui trae energia per guardare al brillante futuro di un vino, nato dal sogno del suo trisnonno ed oggi divenuto uno dei simboli dell\u2019Italian life style nel mondo. Nell\u2019ultimo decennio, Rosanna \u00e8 altres\u00ec impegnata a presiedere la \u201cFondazione Istituto Tecnico Superiore per le Nuove Tecnologie per il Made in Italy del comparto Agroalimentare e Vitivinicolo\u201d.<\/p>\n<p>La Carpen\u00e8 Malvolti, opera con due siti produttivi; la sede storica di Conegliano, al n\u00b0 1 della via dedicata al Fondatore, e quella di Follina.<\/p>\n<p>La Cantina oggi \u00e8 presente in 65 Mercati Esteri &#8211; risultando esser leader in molti di essi cos\u00ec come in Italia &#8211; con una produzione ripartita tra il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., i Distillati ed in particolare Brandy e Grappa, ma anche il Prosecco D.O.C. Ros\u00e9 ed il Metodo Classico. E la sfida continua nella costante ricerca di anticipare le nuove tendenze e modalit\u00e0 di consumo.<\/p>\n<p>PROSECCO D.O.C. ROS\u00c8<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-98937 alignleft\" src=\"http:\/\/www.eventiculturalimagazine.com\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/TTT-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>Il 2021 della Carpen\u00e8 Malvolti ha preso il via all\u2019insegna del rosa. La storica Casa Spumantistica di Conegliano, infatti, ha lanciato sul mercato il Prosecco D.O.C. Ros\u00e9; una nuova selezione spumantistica che intende rappresentare un ulteriore omaggio al Territorio Trevigiano, a cui l\u2019Impresa \u00e8 legata da oltre un secolo e mezzo.<\/p>\n<p>L\u2019introduzione del Prosecco D.O.C. Ros\u00e9 tra le selezioni che la storica Cantina porta con s\u00e9 nel 2021; un nuovo modo di fare convivialit\u00e0 con classe ed eleganza, all\u2019insegna della freschezza, leggerezza e versatilit\u00e0. Anche il Prosecco D.O.C. Ros\u00e9, al pari del Prosecco Superiore si fa apprezzare per la piacevolezza che ben si coniuga con molteplici abbinamenti al cibo, dai piatti a base di pesce e carni bianche, dalle verdure ai formaggi dal gusto delicato.<\/p>\n<p>Il Prosecco D.O.C. Ros\u00e9 nasce dall&#8217;esperienza enologica della Carpen\u00e8 Malvolti e completa al tempo stesso la sparkling experience dell\u2019Impresa. \u00c8 un vino Spumante Brut ottenuto da uve Glera (85%) e Pinot Nero (15%). All\u2019esame visivo appare rosa tenue ed il perlage fine e persistente, conferito dalla sosta sui lieviti, ne esalta la lucentezza nel calice; al naso sprigiona un profumo intenso con sentori di fiori bianchi, mela renetta, agrumi e frutta rossa con penetranti note floreali. Il gusto \u00e8 armonico, equilibrato, con retrogusto fruttato, fresco e penetrante.<\/p>\n<p>In ragione del disciplinare di produzione, approvato con decreto del Luglio 2020, il Prosecco D.O.C. Ros\u00e9 riporta in etichetta la Denominazione di Origine Controllata, in quanto riconosciuto come vera espressione del Territorio. \u00c8 prodotto infatti con uve provenienti dal territorio del Prosecco D.O.C. nonch\u00e9 appartenenti alla stessa annata di vendemmia che gli conferiscono il titolo di Millesimato; la spumantizzazione avviene attraverso il Metodo Charmat.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinque Generazioni della Famiglia Carpen\u00e8, impegnate sin dal 1868 nella produzione di Spumanti e Distillati. Storia, ricerca ed innovazione, la ricetta per il perseguimento continuo dell\u2019eccellenza Fu l\u2019inseguimento di un sogno, che nel 1868 fece nascere la \u201cSociet\u00e0 Enologica Trivigiana\u201d, divenuta poi l\u2019attuale \u201cCarpen\u00e8 Malvolti\u201d. 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